Viaggi in Europa

Viaggi in Europa (17)


Mercoledì, 17 Agosto 2011 00:00

SPAGNA E FRANCIA

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Titolo del viaggio
SPAGNA E FRANCIA

Viaggio/Experience
Viaggio

Data inizio del viaggio
13.08.2011

Data fine del viaggio
28.08.2011

Durata viaggio in giorni
da 7 a 15 giorni

Km totali
2700

Continente
Europa

Nazione
SPAGNA FRANCIA

Tipologia di moto usata
altro

Marca moto utilizzate
ELECTRA GLIDE STANDARD , BUELL XB 12 ULYSSES

Siti informativi specifici utilizzati
www.GNV.IT , www.ORANGECOSTA.COM

Guide utilizzate
lonely

Mappe utilizzate
Michelin

ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO
caschi jet , gilet e stivali .. e via

BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE
borse laterali interne e borsone da sissy bar

ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO
chiavi in pollici e qualcos altro

Messa a punto e preparazione della moto effettuate
No

LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO
gnv... un carro bestiame ma puntuali

MATERIALE FOTOGRAFICO USATO
fuji 10 mega pixel fine pix

Itinerario
verona, sestriere , provenza, tossa de mar, benicassim, valencia , barcellona , genova (traghetto) , verona

Nome utente registrato
fioredavide13

Costo totale del viaggio
1100 euro a testa

Tappe del viaggio, soste obbligate e soste da evitare, km e commento
'allegria e l'ospitalità spagnola, le tapas, valencia e barcellona, la provenza. da evitare i francesi se si potesse..

tappe - pasti
in spagna sono un po meno cari . franca molto costosa per mangiare decentemente

 

Giovedì, 27 Gennaio 2011 00:00

LANGHE

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identificativo viaggio LANGHE
Data inizio del viaggio ND
Data fine del viaggio ND
Tempo in giorni  da 1 A 5 GIORNI
km totali >500 KM
   
Titolo del viaggio LANGHE
Continente Europa
Nazione ITALIA PIEMONTE
Marca moto utilizzata Harley Davidson ELECTRA GLIDE,
Siti informativi specifici utilizzati GOOGLE
Guide utilizzate NO
Mappe utilizzate DE AGOSTINI
GPS utilizzato NO
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO GIACCA TUCANO STILE BELSTAFF E GILET
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE BORSE INTERNE PER ELECTRA, POGGIA SCHIENA E PORTAPACCHI
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO OLIO, ATTREZZI IN POLLICI , FIRST AID KIT, KIT FORATURE, CATENBE SPAY, CAVI PONTE PER MOTOCICLETTE
PREPARAZIONE DELLA MOTO WD 40 SU TUTTA LA MOTO PER PROTEGGERLA
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO NO
COSTI DI NOLEGGIO MOTO  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO FUJI 12,MEGAPIXEL
Itinerario VERONA PIACENZA ALESSANDRIA ALBA
Nome utente registrato FIOREDAVIDE13
Costo totale del viaggio

 

 

0-500 EURO

 

 


 

CONSIGLIO VIVAMENTE L HOST DE DJUN COME RISTORANTE .. LUCIANO SAPRA INTRATTERNERVI. E ' A CASTAGNETO.

PER DORMIRE LA CORDIALITA DELLO STAFF DELL'HOTEL LE BOTTI NONCHE LA BELLEZZA DELLO STABILE

Giovedì, 27 Gennaio 2011 00:00

ELEFANTENTREFFEN 2011

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identificativo viaggio ELEFANTENTREFFEN 2011
Data inizio del viaggio 27-01-2011
Data fine del viaggio 28-01-2011
Tempo in giorni  da 1 A 5 GIORNI
km totali >1000 km
   
Titolo del viaggio ELEFANTENTREFFEN 2011
Continente Europa
Nazione GERMANIA
Marca moto utilizzata Harley Davidson ELECTRA GLIDE, BMW R 1150 R
Siti informativi specifici utilizzati GOOGLE E POI DIGITI ELEFANTENTREFFEN
Guide utilizzate NO
Mappe utilizzate DE AGOSTINI
GPS utilizzato NO
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO COMPLETO TOURING BERING
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE BORSE INTERNE PER ELECTRA GLIDE E BMW
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO OLIO, ATTREZZI IN POLLICI , FIRST AID KIT, KIT FORATURE, CATENBE SPAY, CAVI PONTE PER MOTOCICLETTE
PREPARAZIONE DELLA MOTO WD 40 SU TUTTA LA MOTO PER PROTEGGERLA
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO NO
COSTI DI NOLEGGIO MOTO  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO FUJI 12,MEGAPIXEL
Itinerario VERONA, BRENERO INNSBRUCK MONACO DEGGENDORF RANFELS THURMASBANG E RITORNO
Nome utente registrato FIOREDAVIDE13
Costo totale del viaggio

0-500 EURO

COMMENTO: l'Elefante è un avventura! la moto segnava 20° farheneit (-8 circa ) verso Monaco.. la l'inverno è vero inverno!! vedere questi "Unni buoni" accampati a - 15 nella buca fa sicuramente effetto. gli appassionati sono tanti e vengono da ovunque. è una cosa da vedere almeno una volta, se si ama andare in moto comunque e sempre. noi l'abbiamo fatto in due giorni, è una tirata bestiale e lo si fa solo se si hanno moto adatte (e si ha culo di non trovare nevicate in corso). al ritorno lavare bene la moto !

Sabato, 18 Settembre 2010 00:00

LA VUELTA IBERICA

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identificativo viaggio ROBIFLINSTONES07
Data inizio del viaggio 06/08/2009
Data fine del viaggio 26/08/09
Tempo in giorni  DA 16 A 30 GIORNI
km totali CIRCA 8000
   
Titolo del viaggio LA VUELTA IBERICA
Continente EUROPA
Nazione ITALIA FRANCIA PORTOGALLO SPAGNA
Marca moto utilizzata Harley Davidson (ROAD KINMG STANDARD E CLASSIC)
Siti informativi specifici utilizzati FANTASIA
Guide utilizzate NESSUNA
Mappe utilizzate CARTA MICHELIN
GPS utilizzato GPS... COS E?
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO TUTA DA PIOGGIA (OBBLIGATORIA NEL NORD DELLA SPAGNA) E POI LEGGERO NEL RESTO DEL TRAGITTO (CALDO BESTIALE)
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE UNA NORMALE SACCA DA VIAGGIO
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO FERRI IN POLLICI E BUENA SORTE
PREPARAZIONE DELLA MOTO LE SOLITE COSE DI BUON SENSO
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO NO
COSTI DI NOLEGGIO MOTO MOTO DI PROPRIETA'
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO UNA VECCHIA IXUS
Itinerario VEDERE RESOCONTO PIU SOTTO
Nome utente registrato ROBIFLINSTONES06
Costo totale del viaggio

 

NON ECONOMICO MA PER SCELTA, CI SIAMO TRATTATI BENE

 


 

FIRENZE-NIZZA-CARCASSONNE-ANDORRA LA VELLA- PAMPLONA- SANTANDER-LA CORUNA- VIGO-PORTO-LISBONA-FARO-SIVIGLIA-GIBILTERRA-RONDA-GRANADA-BARCELLONA-MONTECARLO-FIRENZE (VEDI RESOCONTO)

GIOVEDI’ 6 AGOSTO

Squadra vincente non si cambia. E cosi’ anche quest’anno Elie sara’ con me nel giro che ho programmato durante i mesi invernali, quando per la maggior parte del tempo non e’ la moto a viaggiare, bensi’ la mia immaginazione. La scelta e e’ caduta su Spagna e Portogallo. Due Paesi che in parte gia’ conosco, ma che non ho mai percorso in motocicletta. L’intenzione e’ di viaggiare comodi ed e’ per cio’ che saranno due Road King ad accompagnarci: la mia “Chica”, che cosi’ accumulera’ un po’ piu’ di chilometri (pazienza!!!), mentre per Elie ci penseranno Michele, Riccardo e Walter di Speed Shop Firenze a mettergli a disposizione un King Classic 2009. La notte precedente la partenza la trascorro quasi insonne tanta e’ l’eccitazione. Fortunatamente, nonostante i capelli “imbianchino” (naturalmente si fa per dire, visto la “palla da biliardo” che mi ritrovo), l’emozione che precede certe avventure non cambia! Pertanto, nonostante la ser! a avessi deciso di partire alle prime luci dell’alba per Firenze (dove Elie sarebbe arrivato verso le 11 con un volo da Beirut), mi ritrovo sulla strada che e’ ancora notte. L’aria dei 1300 metri di Cesana e’ pungente e io me la godo tutta, soprattutto pensando alle temperature a cui sono solito in quel di Khartoum. I primi 200 km. in sella a Low Bob (il mio Dyna) “volano”, tanto che quando mi fermo per prendere un caffe’ sono gia’ all’altezza di Alessandria. Un colpo di telefono ad Elie: e’ gia’ all’aeroporto di Roma. Di nuovo in sella e 300 km. piu’ tardi eccomi in quel di Firenze. La “Chica” e’ pronta e non mi resta che caricare la sacca in attesa di Elie che arriva puntuale, come da programma. Ce la prendiamo con calma. Oggi non sono previsti molti chilometri dato che ci fermeremo a dormire a Santa Margherita Ligure, visitando poi Portofino. Verso le 13 salutiamo gli amici di Speed Shop e imbocchiamo l’autostrada. Superata Lucca, ci fer! miamo a mangiare qualcosa in un’area di servizio dove ci pre! ndiamo a nche un prosecco per “brindare” alla nostra partenza. Sotto la pensilina c’e’ una bella corrente d’aria fresca e noi ci godiamo questo bel momento di vita aggiungendoci una “sana” sigaretta. Alle 4 del pomeriggio usciamo dall’autostrada a Rapallo. Santa Margherita e’ a due passi. Parcheggiate le moto in albergo ci rinfreschiamo con una doccia e quindi eccoci a Portofino per un aperitivo. Tornati a “Santa” ceniamo in un ottimo ristorante a gestione famigliare che per la qualita’ e la quantita’ delle portate sarebbe stato sicuramente approvato anche dal mitico “ Commissario Montalbano”.

VENERDI’ 7 AGOSTO

Sveglia presto. Ci attendono quasi 800 km per arrivare a Carcassonne, nel sud della Francia. Oggi e’ una tappa di “trasferimento” e quindi imbocchiamo immediatamente l’autostrada. Poco traffico, almeno fino all’altezza di Varigotti dove alcuni lavori in corso riducono la carreggiata ad una sola corsia. Fortunatamente con le moto riusciamo a procedere, seppur lentamente, superando una colonna di automobili lunga diversi chilometri. Quando riprendiamo la nostra velocita’ di crociera non superiamo comunque mai i 100/110 chilometri orari. Questa e’ la nostra andatura preferita, tanto piu’ quando siamo in viaggio. Inevitabile e’ l’essere costantemente superati, non solo da qualche veloce “speed bike”, ma anche dalle “touring” di fabbricazione tedesca o giapponese. Lo so che non e’ certo una “furbata”, ma viaggiamo in t-shirt con indosso i nostri “jet”. Le tute in pelle, i caschi integrali e i completi in “goretex” (anche se sicuramente pi! u’ sicuri e, in alcuni casi, pratici) non ci si addicono. I chilometri scorrono e superata Nizza l’autostrada attraversa la bellissima Provenza. Imbocchiamo il bivio per Aix en Provence, quindi Arles, Nimes (dove ci prendiamo anche due gocce d’acqua) e quindi Montpellier. All’altezza di Beziers troviamo un forte vento a raffiche e il cielo, man mano ci avviciniamo a Narbonne, diventa sempre piu’ scuro. Qui svoltiamo in direzione Tolosa. Il vento aumenta ulteriormente e il rischio di prenderci una “lavata” diventa evidente. Percorriamo quindi gli ultimi chilometri per Carcassonne “a palla”. Fortunatamente troviamo subito l’albergo, molto accogliente. Fuori e’ parcheggiata una Triumph Bonneville di due ragazzi di Como. Rientrano dalla Costa Brava e sono al termine delle loro vacanze. Per noi il viaggio, quello vero, deve ancora cominciare.

SABATO 8 AGOSTO

Il cielo continua ad essere nuvoloso. Lasciato l’albergo facciamo un rapido giro per Carcassonne, con la sua cinta di mura medievali e le sue torri. Chiediamo indicazioni per la provinciale D118 in direzione Limoux. Da quella parte il cielo sembra essere un po’ meno scuro. Dopo Limoux superiamo Quillan e Axat. Di qui la strada si restringe e diventa decisamente piu’ tortuosa. Costeggiamo il fiume Aude, attraversando una fitta foresta e superando numerose strettoie tra alte pareti di roccia. L’aria e’ umida. Poi cominciamo a salire, fino a raggiungere il Col de la Quillane (1714 m.). Qui la vegetazione diventa quella tipica alpestre: conifere e prati per il pascolo. La strada attraversa un altipiano verdissimo. E’ spuntato anche un po’ di sole. Ci fermiamo a Mont-Louis, un piccolo paesino dei Pirenei. E’ giorno di mercato e con Elie ci mettiamo a curiosare tra le bancarelle alcune delle quali vendono prodotti tipici della zona, tra cui formaggi e salumi. La te! ntazione e’ troppo grande. Oltretutto in una delle borse della moto c’e’ una bottiglia di “Arak”, la tipica bevanda libanese che ricorda l’Ouzo greco. Decidiamo cosi’ per un pic-nic improvvisato a base di affettati, formaggi, pomodori, pane cotto a legna e, per finire, qualche fetta di un “pain d’epices” all’arancio. Anche se dopo tale pranzetto ci sarebbe stata bene una “pennica”, preferiamo rimetterci in strada. Il cielo e’ diventato nuovamente scuro e gia’ in direzione del Col de Puymorens (1915 m.) dove siamo diretti vediamo scendere la pioggia. Una volta superato il colle (sotto l’acqua), imbocchiamo la N20 che conduce al Principato di Andorra. Questo e’ un enorme “duty free”. Lo e’ il Pas de la Casa, il primo paese che si incontra, cosi’ come la capitale, Andorra la Vella, dove ci fermiamo a bere una birra e, il sottoscritto, a comprare un paio di nuovi copri pantaloni per la pioggia, visto che quelli che avevo “imbarcano”! acqua. Ad Andorra la Vella ci prendiamo anche la seconda “l! avata” della giornata, proprio poco prima di entrare in Spagna. Il primo paese spagnolo che si incontra sulla strada e’ la Seu d’Urgel. Di qui parte una piccola provinciale che conduce a Sort: 52 chilometri da sballo. Da Sort continuiamo sulla C147 in direzione di La Pobla de Segur che raggiungiamo dopo aver attraversato un bellissimo canyon. Superata Tremp eccoci infine a Villamtjiana dove troviamo un bel albergo ristrutturato di recente con delle stanze a un prezzo modico. La sera, mentre stavamo cenando, arriva il terzo temporale della giornata. Ma a quel punto il nostro interesse era decisamente focalizzato sulla cameriera carina e sulle birre che, una dopo l’altra, ci stavamo piacevolmente scolando in sua compagnia.

DOMENICA 9 AGOSTO

Il cielo e’ sereno, ma verso le montagne dove avevamo previsto di passare e’ nero come la pece. Pertanto decidiamo di fare il primo cambiamento rispetto al programma originario. E’ cosi’ che a Tremp, invece di proseguire verso nord, prendiamo la C1311: una piccola strada panoramica che dopo aver superato un colle ci conduce a Puente de Montana. Lasciamo la Catalunya ed entriamo in Aragona. A Banabarre, dove ci fermiamo il tempo di una sigaretta, scambiamo quattro chiacchiere con un simpatico vecchietto del posto che e’ affascinato dalle nostre Harley. Sempre proseguendo sulla N250 attraversiamo Graus e Barbastro. Qui finiscono le colline e comincia la pianura. Raggiungiamo Huesca all’ora di pranzo seguendo la statale ed evitando di prendere la superstrada. Sulle montagne che si vedono in lontananza continua ad essere nuvoloso. Il pranzo e’ a base di “tapas” accompagnate dalla solita birra. Da Huesca svoltiamo poi in direzione di Acerbe. Dopo un primo tratto rettilineo ricominciano le curve e con loro anche il piacere della guida. La strada si snoda in mezzo alle colline, a pareti rocciose e a villaggi di antiche case in pietra. Al primo bivio seguiamo le indicazioni per Jaca, anche se cosi’ facendo ritorniamo un poco sui nostri passi. La scelta si rivela azzeccata in quanto la strada ci porta, in un susseguirsi di curve e tornanti, al Monastero di San Juan de la Pena. Bellissimo, soprattutto quello antico che e’ incastonato sotto una parete di roccia, immersa in un bosco di pini, con decine di aquile reali che volteggiano nel cielo. Ridiscesi sulla N240 la seguiamo in direzione di Pamplona. La nostra meta per oggi e’ Javier, un piccolo villaggio noto per il suo castello e il limitrofo monastero gesuita. All’altezza di un grande lago dalle acque color turchese imbocchiamo il bivio che conduce all’albergo. La serata passa piacevolmente, movimentata da una chiassosa comitiva di spagnoli.

LUNEDI’ 10 AGOSTO

La giornata si presenta con un cielo terso e l’aria fresca. L’ideale. Lasciamo Javier in direzione di Sanguesa. Qui riprendiamo la N240 per Pamplona. Troviamo numerosi lavori in corso in quanto stanno ampliando la carreggiata. Come noteremo in seguito anche in altre parti del Paese, in Spagna stanno rifacendo gran parte della rete stradale. Naturalmente a beneficiarne e’ la rapidita’ dei trasferimenti, anche se spesso i vecchi sinuosi tracciati lasciano il posto ad arterie diritte e un po’ impersonali. Pamplona la vediamo esclusivamente dalla tangenziale. La famosa festa di San Firmino e’ stata circa un mese fa (l’11 luglio) pertanto non abbiamo molto interesse a visitare la citta’. Prendiamo l’autostrada per San Sebastian. Siamo nei Paesi Baschi. Incrociamo un paio di Harley che viaggiano nella direzione opposta. Chi le guida e’ ben imbacuccato nella propria tuta da pioggia. In effetti, poco dopo, arriva lo scroscio. L’acqua ci accompagna fino a Anoeta! , a pochi chilometri da San Sebastian. A tratti troviamo anche una nebbia fittissima. Ad Anoeta ci fermiamo dal dealer locale. E’ l’inizio del nostro usuale pellegrinaggio alla caccia di pins e di t-shirts. Qui il personale e’ molto gentile e dato che fuori continua a piovere ce la prendiamo con calma. Fortunatamente le previsioni danno un netto miglioramento nel pomeriggio. Cosi’ ripartiamo riconfortati. Dopo aver superato San Sebastian, all’altezza di Deba, imbocchiamo la strada costiera che conduce ad Ondorroa. Ci si presentano i classici paesaggi della costa basca, con le sue “Rias” (dei piccoli fiordi), i porti disseminati lungo la costa, i gabbiani, le foreste di alberi che lambiscono il mare. Bello, anche se un po’ malinconico. A Lekeito vediamo un insegna con su scritto “biker-pub”. Ci fermiamo. E’ un bel locale che si affaccia sul porto. Nel frattempo e’ uscito un pallido sole. Ci sediamo in uno dei tavolini all’aperto e ordiniamo birra e ! “tapas”. Qui una nuova scoperta: l’Arak, che solitamente! si beve con acqua e ghiaccio, e’ ottimo anche mescolato con la birra. L’unica accortezza, se poi si deve guidare, e’ quella di evitare di berne un secondo bicchiere. Una vera bomba!!! Dopo un salvataggio in extremis della mia moto che stava per essere cilindrata da una gentile signora che “tentava” un parcheggio riprendiamo la strada. Raggiungiamo Gernika, paese raso al suolo dallo storico bombardamento da parte degli “stukas” tedeschi durante la guerra civile del ’36. Superiamo altri villaggi dai nomi spesso impronunciabili, fino a riprendere la National 634 direzione ovest. Dopo circa un’ora entriamo nella periferia di Bilbao. Altro dealer, ben fornito di moto ed estremamente gentile, ma (purtroppo) sprovvisto di pins!!! Dispiaciuto di non poterci accontentare, ci regala due portachiavi della concessionaria, che conserveremo per ricordo. Il tratto Bilbao-Santander lo percorriamo in autostrada. Vogliamo evitare il traffico piuttosto lento della statale. Siamo orm! ai in Cantabria. A Santander, dove ci fermiamo, il locale dealer chiude il lunedi’ (cioe’ oggi), pertanto ci limitiamo a scattare una foto a testimonianza del nostro passaggio. L’attraversamento della citta’ e’ lento a causa del traffico. Dopo un po’ meno di un’ora raggiungiamo Santillana del Mar. Il paese e’ come lo ricordavo: semplicemente incantevole. Non si puo’ passare da queste parti senza farvi almeno una sosta. Per raggiungere l’albergo percorriamo con le moto tutto il centro storico, non certo passando inosservati. Poi ci concediamo una passeggiata tra i negozi di artigianato, quindi una lauta cena durante la quale la bottiglia di arak riceve un’altro duro colpo!!!

MARTEDI 11 AGOSTO

C’e’ il sole! Il viaggio riprende lungo la litoranea fino a Comillas. Di qui, dirigendoci verso l’interno, puntiamo verso il Picos de Europa, la montagna piu’ alta della regione (2648 m.). Giunti a Panes imbocchiamo la provinciale C6312 che si snoda lungo le rive di un fiume che attraversa un lungo e suggestivo canyon. Sul Picos de Europa c’e’ ancora qualche chiazza di neve. La zona e’ una delle principali mete turistiche del nord della Spagna. Lo capiamo anche dalle numerose auto con targa straniera che incontriamo lungo la strada, solo una italiana. A Cangas la strada risale con ampie curve fino a Infiesto. Di qui altri 50 chilometri ci portano ad Oviedo, dove, “al pelo” riusciamo a trovare aperto il dealer locale che sta chiudendo per l’ora di pranzo. E’ una concessionaria non troppo grande situata nella zona industriale della citta’. Da Oviedo raggiungiamo Tineo dove ci fermiamo in un bar a sgranocchiare qualche “tapas”. Incontriamo molti ‘p! ellegrini” che con il tradizionale bastone e cappellaccio stanno percorrendo il Camino de Santiago che e’ indicato, lungo la strada, da caratteristici segnali. Da Tineo percorriamo la bellissima e sinuosa strada (C630) che attraverso il Passo del Palo (1146 m.) ci porta a Grandas. Siamo in Asturia. Il paesaggio e’ mozzafiato, come altrettanto mozzafiato sono le curve della strada che ci godiamo ad andatura allegra. La regione deve essere molto ventosa in quanto i crinali delle montagne sono cosparsi di un numero impressionante di pale eoliche. Da Grandas ridiscendiamo fino a Pesoz e quindi nuovamente in salita fino a La Garganta. Tutte strade secondarie. Giunti al limitrofo al colle dal quale inizia la discesa verso Vigadeo ci troviamo improvvisamente immersi nella nebbia e con lei arriva anche l’umidita’. Fortunatamente Vigadeo non e’ distante e in meno di un’ora siamo gia’ in albergo. La giornata si conclude con una pantagruelica mangiata di carne e salsicce alla brace. Un piatto gustoso ma che purtroppo mi costringera’ ad una notte d’inferno. Non avere mezze misure a volte gioca brutti scherzi!!!

MERCOLEDI’ 12 AGOSTO

Il cielo e’ nuvoloso. Lasciata Vigadeo, pochi chilometri e ci immettiamo in autostrada. Elie vuole arrivare a La Coruna, in Galizia, prima di mezzogiorno. Eliminiamo quindi il preventivato passaggio per Capo Ortegal. D’altra parte, sulla costa continua ad esserci la nebbia. L’unica sosta la effettuiamo a Gutriz, per fare benzina. La Coruna e’ una citta’ portuale dove troviamo molto traffico. Anche per questo motivo fatichiamo non poco prima di trovare il dealer. Una bella concessionaria con personale estremamente gentile. Compriamo la solita pin e anche l’ennesima maglietta da aggiungere alla collezione. Fatto “il nostro dovere” usciamo dalla citta’ dirigendoci, su consiglio dello stesso dealer, verso Malpica, un paesino sul mare non lontano da Cabo de San Adrian. Qui parcheggiamo le moto e ci sediamo in un ristorante all’aperto che si trova sul lungomare. Dalla cucina esce un profumo invitante. Ordiniamo gamberoni alla griglia, calamari e patatine fritte che accompagniamo con il nostro “intruglio” di birra e arak. Sole (apparso nel frattempo), belle fanciulle in bikini, il mare di fronte....insomma, una meraviglia!! Ben rifocillati ci rimettiamo in strada. Baio, Vimianzo, Corcubion e, infine, Cabo Fisterra, l’estrema punta nord-occidentale della Spagna. Qui, per la prima volta dall’inizio del viaggio cominciamo a soffrire il caldo. Dopo la foto ricordo con alle spalle il faro e la croce che segna la fine del Camino di Santiago, lasciamo i bagagli in albergo e andiamo a farci un bagno al mare. La spiaggia e’ bella, ma l’acqua e’ gelida e piena di alghe. Trascorriamo la serata a chiacchierare in un bar del porto.

GIOVEDI’ 13 AGOSTO

La litoranea che da Fisterra conduce a Muros e’ un tratto particolarmente bello. A Muros ci fermiamo per un caffe’. La pioggia dei Paesi baschi e’ ormai lontana. Qui il caldo si fa decisamente sentire. Prima di giungere a Noya, ci superano due moto con targa italiana, le prime che vediamo da queste parti (altre due le vedremo a Sintra e poi, le stesse, in quel di Tarifa). A Noya, invece di continuare sulla litoranea, decidiamo di tagliare verso l’interno raggiungendo direttamente Borio. Quindi superiamo Catoira e Pontevedra. Il caldo aumenta ulteriormente e quando entriamo in Vigo siamo un po’ provati. Dopo esserci persi in un dedalo di sensi unici, riusciamo finalmente a trovare il locale concessionario HD. Elie approfitta della sosta a Vigo anche per fare qualche acquisto alla “Cortes Ingles”, una specie di Rinascente spagnola. Io resto fuori a fumarmi una sigaretta e a godermi un po’ di struscio locale. Oggi i chilometri in programma sono meno del solito t! anto che nel pomeriggio non tardiamo ad arrivare a Vilasombroso, tappa del giorno. Ci fermiamo in una guest-house di una piccola azienda vinicola. La sera ceniamo in un ristorante segnalatoci dalla proprietaria bevendo Albarino e Ribeiro due vini bianchi locali dal gusto un po’ asprigno e gradevole. Dopo cena, mentre ci dirigiamo a Mondariz, dove ci avevano detto esserci una festa, evitiamo di misura di essere fermati da una pattuglia della Guardia Civil appostata sulla strada. Fortunatamente riusciamo a vederla in tempo, proprio mentre stavamo dandoci dentro con l’acceleratore. La festa si rivela divertente e quindi e’ inevitabile fare le ore piccole.

VENERDI’ 14 AGOSTO

Raggiungiamo Braga, in Portogallo alle 10 del mattino, dopo aver macinato velocemente i primi 150 chilometri della giornata. Spagna e Portogallo si distinguono subito per il diverso stile delle abitazioni, delle chiese e dei relativi campanili. I due Paesi sono cosi’ diversi anche nel carattere della gente. Esuberanti e chiassosi gli spagnoli, miti e un poco tristi i portoghesi che trovano perfettamente rispecchiata la loro natura nel “fado”, la loro melanconica musica tradizionale. In quel di Braga troviamo la sede del Minho Chapter e aggiungiamo un’altra pin alla collezione. Sulla strada per Porto notiamo un crescente numero di auto con la targa francese. Scopriamo essere per la maggior parte portoghesi emigrati in Francia che fanno ritorno a casa per le vacanze. Porto e’ una bella citta’ con le strade del centro ancora lastricate in pave’, il che non e’ proprio il massimo per le forcelle e gli ammortizzatori delle nostre moto. Anche qui il concessionario H! arley e’ molto cordiale. Si informa sul nostro giro e ci consiglia un itinerario per proseguire verso sud. Si tratta di seguire, almeno per un tratto, la valle del Rio Douro, fino al Castelo de Paiva. Qui, un paio d’ore dopo, ci fermiamo accaldati a bere una birra nel bar del paese chiedendo indicazioni per riprendere la Nazionale verso Lisbona. Tutto il bar, piuttosto affollato, interviene per offrire il proprio contributo. Il risultato e’ che dopo tutte quelle spiegazioni (per la verita’ piuttosto confuse) sbagliamo strada. Vaghiamo per un’ora nell’assolato entroterra portoghese prima di riuscire finalmente a riprendere la Nazionale. Con la N1 ritroviamo anche il traffico. Ed e’ cosi’ che quando parcheggiamo le moto nel parking dell’albergo, a Luso, una bella cittadina termale a pochi chilometri a nord di Coimbra, siamo “belli neri”, un po’ per l’abbronzatura presa durante la giornata e un po’ a causa delle fumate di gasolio dei tantissimi cami! on superati negli ultimi 50 chilometri.

SABATO 15 AGOSTO

Ferragosto. Fatima, dove c’e’ il famoso santuario, non e’ lontana. Occasione per farci un salto. L’unico inconveniente e’ che mezzo Portogallo deve aver avuto la stessa idea. All’uscita dell’autostrada, infatti, non solo c’e’ una coda allucinante, ma anche mezzo Corpo della polizia stradale portoghese e’ li’ a sorvegliare che tutto proceda secondo le regole. Ed e’ cosi’ che, in buon ordine, ci mettiamo in coda. Espiata la nostra piccola “penitenza” giungiamo sul piazzale antistante il Santuario. Un rapido giro e poi riprendiamo la strada per Nazare’. Ricordavo questo paese com’era nei primi anni ’80: un bel villaggio di pescatori, con le barche dai colori vivaci sulla spiaggia, le donne, per lo piu’ vestite di nero, sedute intente a riparare le reti. Ora non e’ molto diverso dai paesi, ormai cementificati, della costa meridionale dell’Algarve. Solo la parte vecchia del paese conserva ancora un po’ del suo antico fascino. Ci fermiam! o a bere una birra e poi riprendiamo la strada verso sud. In questo tratto e’ da segnalare la bella cittadina medioevale di Obidos, con la sua caratteristica cinta muraria. Peccato che l’ingresso nel centro storico sia consentito ai soli pedoni. Giunti in quel di Sinora, dove e’ previsto che passeremo la notte, cerchiamo di individuare l’albergo che avevo prenotato su internet. Si tratta di una “Quinta”, una casa privata che fa servizio di bed & breakfast. Il posto e’ veramente incantevole, ma la strada per arrivarci e’ piu’ adatta ad una moto da cross che a due pesanti Road King, cariche di bagagli. Dato che la casa non offre la cena ed Elie non ha nessuna intenzione di usare la moto per raggiungere il paese, cerchiamo di raggiungerlo a piedi lungo una scorciatoia indicataci dalla proprietaria. Risultato: dopo un’ora di cammino ci troviamo ancora nel bel mezzo della campagna. Fortunatamente, poco dopo, troviamo un bar, telefoniamo ad un taxi… e in 10 ! minuti siamo finalmente in paese. Ceniamo in un grazioso risto! rante de l centro e, vista l’esperienza, dopo cena ci facciamo riaccompagnare da un taxi fino all’albergo.

DOMENICA 16 AGOSTO

Cabo da Roca, “la punta mas occidental do Continente europeo”, come sta scritto sul cippo che si trova sul posto, ci accoglie con un vento forte che soffia dal mare. Il vento cessa in vicinanza di Cascais. Dopo un rapido giro della citta’ proseguiamo verso Lisbona che ci riceve con un bel sole caldo e i suoi edifici fatiscenti ma pieni di fascino. D’obbligo la foto davanti alla Torre di Belem, simbolo della citta’. Poi facciamo un salto a vedere il Monastero di San Jeronimo, dove e’ sepolto Vasco de Gama, ci fermiamo per una foto al monumento dedicato ad Enrico il Navigatore, facciamo un giro nella centrale Praca do Commercio e, infine, ci sediamo in un bar dell’Alfama, il vecchio e malfamato quartiere della capitale, per bere qualcosa. Qui, prima che il cameriere abbia tempo di prendere l’ordinazione, siamo immediatamente avvicinati da un tipo che ci chiede se vogliamo comprare della Marjuana. Decliniamo. Il nostro Samson continuiamo a preferirlo “liscio”. Lasciamo Lisbona attraversando il nuovo e lunghissimo ponte che la unisce con Setubal. Superata anche quest’ultima localita’, imbocchiamo la N5 in direzione sud. Il Portogallo meridionale ha una natura molto piu’ selvaggia rispetto al nord del Paese. Ritroviamo gli odori della macchia mediterranea. Attraversiamo villaggi che paiono dimenticati dal tempo come Santiago do Cacem, Cercal, Odemira, Aljezur. Ad Alfambras, invece di seguire le indicazione per Lagos, svoltiamo per Sagres, il paese che dista pochi chilometri da Cabo de Sao Vicente, l’estrema punta meridionale del Paese che andremo, pero’, a visitare domani. Per oggi i chilometri sono stati sufficienti. Ci sistemiamo in hotel e ci godiamo il meritato riposo.

LUNEDI’ 17 AGOSTO

Arrivando a Cabo de Sao Vicente si ha veramente l’impressione di essere giunti al limite estremo di un continente. Scogliere altissime a picco sul mare, raffiche di vento che non consentono alla vegetazione di crescere, lo stesso faro, posto sulla punta estrema del capo, tutto cio’ mi fa pensare, non senza una certa ammirazione, a quegli uomini che alcuni secoli fa per primi hanno affrontato l’ignoto sui loro galeoni partendo alla scoperta di nuove terre. Fatto ritorno a Sagres e superata Lagos raggiungiamo infine Faro dove si trova il concessionario HD dell’Algarve. Li’ scambiamo due chiacchiere con alcuni harleysti spagnoli che arrivano da Maiorca. Fatti gli “inevitabili” acquisti riprendiamo l’autostrada che ci porta a Siviglia. In questo tratto ricordo solo un gran caldo. Entrati in citta’ ci beviamo una birra e chiediamo informazioni su dove si trovi il dealer locale al quale chiediamo consiglio per un albergo in centro citta’. Messe le moto in garag! e facciamo due passi. Solo due, perche’ il caldo e’ veramente soffocante. Non e’ un caso che questa regione sia chiamata “la padella della Spagna”!!! Siviglia si presenta come una citta’ animata e affascinante, forse una delle piu’ belle che abbiamo visitato nel nostro giro. E poi si respira quell’aria “gitana” che in qualche modo ci si addice.

MARTEDI’ 18 AGOSTO

Partiamo da Siviglia piuttosto presto, anche per evitare il caldo delle ore centrali della giornata. La direzione e’ ancora verso sud, Cadice per l’esattezza. Poco prima di raggiungerla, usciamo a Puerto de Santa Maria, dove si trova la locale concessionaria HD. Ne approfittiamo per stringere un paio di viti delle frecce posteriori della moto di Elie che si erano allentate. Superata Cadice seguiamo la E05 in direzione Algeciras. I primi chilometri sono di superstrada poi, all’altezza di Vejer de la Frontera, ritroviamo la vecchia statale. Il paesaggio e’ quello tipico dell’Andalusia, con le sue colline arse dal sole e la vita che sembra scorrere lenta. Terra di tori e di corride come ci rammentano, di tanto in tanto, enormi cartelloni pubblicitari raffiguranti un possente toro nero. Avvicinandoci a Tarifa notiamo che il vento aumenta progressivamente e cosi’ anche il numero, a volte impressionante, delle pale eoliche. Le montagne dell’Atlante marocchino si vedo! no, evidenti, al di la’ dello stretto di Gibilterra. La caratteristica “rocca” si vede da lontano. Seguiamo le indicazioni che ci portano fino al posto di frontiera che separa Gibillterra dalla Spagna, giusto per scattare un paio di fotografie. Quindi ritornati verso Algeciras imbocchiamo la statale che conduce a Ronda. Ci fermiamo a Jimena del la Frontera, un paese di case bianche arroccato su una collina che alcuni amici, a giusto titolo, mi avevano consigliato di visitare. La strada fino a Ronda e’ spettacolare. Ci sistemiamo in una “Fazenda” che si trova poco fuori dal paese gestita dalla “mitica” Maria, una bella e simpatica ragazza andalusa con cui chiacchieriamo tutta la serata.

MERCOLEDI’ 19 AGOSTO

Lasciamo Ronda. La strada che porta a San Pedro de Alcantara, cittadina sul litorale, offre gli stessi bellissimi panorami di quella che abbiamo percorso il pomeriggio precedente, solo che e’ piu’ larga e trafficata. San Pedro si trova non lontano da Marbella, una delle localita’ “inn” della Costa del Sol. C’e’ anche un dealer Harley dove naturalmente ci fermiamo. Oltre alle solite HD vediamo esposta anche una bella Morgan due posti del classico colore verde. Per evitare il traffico della litoranea decidiamo di raggiungere Malaga prendendo l’autostrada. Anche a Malaga cerchiamo il locale concessionario che pero’ troviamo chiuso per ferie. Fa caldissimo. Oggi vorremmo raggiungere Granada lungo una rete di strade secondarie. Il primo tratto ci porta a Colmenar, attraverso il Puerto del Leon, un passo che si trova a circa 1000 metri sul livello del mare nel bel mezzo di un Parco regionale. Un tratto molto bello, non solo paesaggisticamente, ma anche perche’ ! acquistando pian piano quota ed inoltrandoci in una folta foresta di pini beneficiamo anche di un po’ di fresco. A Colmenar svoltiamo in direzione di Periana. Qui la strada diventa piu’ stretta e tortuosa. Curve, curve e ancora curve, fino a Alhambra de Granada dove ha inizio un tratto piu’ rettilineo che fortunatamente consente ai motori delle nostre moto di “raffreddare” un poco. Prima di entrare in Granada ci fermiamo dal locale concessionario HD che pero’, anche qui, troviamo chiuso per ferie. Dopo un po’ di girovagare per la citta’ ci sistemiamo in albergo, una vecchia casa in stile arabo proprio di fronte all’Alhambra. Le moto le mettiamo al sicuro in un garage poco lontano. Ci sono molti turisti e notiamo anche un numero considerevole di giovani, la maggior parte nord europei, messi piuttosto maluccio. L’Alhambra purtroppo non riusciremo a visitarla, ma in compenso ci godiamo l’aria fresca della sera passeggiando per le vie del suo quartiere dov! e ci fermiamo anche a cenare in un ristorante “nouvelle cous! ine” n iente male.

GIOVEDI’ 20 AGOSTO

Dopo qualche ultimo scatto con l’Alhambra alle nostre spalle, prendiamo la N432 in direzione Alcala’ la Real. Ci immergiamo nella Spagna profonda, lontano dalle rotte turistiche in un paesaggio caratterizzato da un’infinita distesa di colline e di oliveti. Ad Alcala’ abbandoniamo la larga statale per immetterci in una provinciale che, tortuosa e stretta, si infila in una vallata totalmente disabitata. Superata Valdepenas, dopo una lunga serie di saliscendi arriviamo a Jaen, dove ci fermiamo a riposare un poco. In effetti durante le prime ore del mattino la guida e’ un piacere, poi, gia’ a partire dalle 11 veniamo sopraffatti dal caldo. Superata Ubeda ci fermiamo nuovamente a Villanueva del Arzobispo. Un paio di birre fresche ci rimettono in sesto. Entriamo nel Parco Nazionale di Segur, lungo una strada che costeggia un fiume. Finalmente un po’ d’ombra. Dopo esserci fermati a fare un bagno nelle acque di un lago incastonato tra le montagne, bevuta l’ennesima! birra, raggiungiamo infine Siles, un piccolo paesino dove ci fermiamo per la notte.

VENERDI’ 21 AGOSTO

Ci svegliamo all’alba. Prima di partire diamo una pulita alle moto che cominciano ad essere piuttosto sporche. Caricati i bagagli, riprendiamo la statale all’altezza di La Puerta de Segura. Percorriamo una settantina di chilometri nuovamente tra colline, olivi e prati a perdita d’occhio. Man mano che ci avviciniamo ad Albacete il paesaggio gradualmente cambia, fino a diventare un’immensa distesa piatta. Superiamo Albacete e la striscia d’asfalto continua diritta e banale. Anche i distributori di benzina sono diventati rari e comincio ad essere un po’ preoccupato in quanto e’ gia’ da un bel pezzo che ho inserito la riserva. Malora, Casas Ibanez, Alborea poi, finalmente, una scritta: “Total”!!! Questa volta al distributore ci sono veramente arrivato giusto giusto. Caffe’, una bella bevuta d’acqua e riprendiamo la strada che improvvisamente ritrova un paesaggio piu’ vario. Giunti a Requena lasciamo la N322 e svoltiamo sulla N111. In questa parte della ! Spagna si viaggia bene, senza traffico eccessivo. Le strade sono percorse per lo piu’ da traffico locale. Ad Utiel prendiamo il bivio per Sinarcas. Superiamo Talayuelas. Siamo incantati dal continuo variare del paesaggio circostante. Boschi, pareti rocciose, canyons, piccoli villaggi in pietra e un piccolo corso d’acqua che, a tratti, costeggia la strada. Vorrei fare qualche fotografia, ma fa troppo caldo ed ogni volta che ci si ferma e’ un suplizio. A Terruel ci fermiamo a pranzo: gamberoni alla griglia e una “tortilla” al formaggio e prosciutto da sballo. Ci sarebbero altre specialita’ culinarie invitanti, ma preferiamo fare i bravi anche se mancano solo una trentina di chilometri alla Puebla de Valverde, dove intendiamo fermarci per la notte. L’albergo che troviamo e’ una vecchia stazione ferroviaria riadattata con gusto. Cominciamo a risentire un po’ della stanchezza del viaggio. Ed e’ per questo che appena mi butto sul letto mi addormento come un sa! sso. Quando sento Elie bussare alla porta fuori e’ gia’ bu! io. Info rchiamo le moto e andiamo a berci qualche “cerveza” nell’unico animato bar del paese. E’ interessante constatare come questi villaggi del centro della Spagna, che sembrano deserti durante le ore del giorno, la sera diventino vivi e chiassosi. Vi si respira un’atmosfera famigliare, dove tutti conoscono tutti e il vedere tutto questo movimento mette allegria.

SABATO 22 AGOSTO

Lasciamo la Puebla de Valverde prendendo la strada provinciale che conduce alla limitrofa stazione sciistica di Alcala’ de la Selva che raggiungiamo dopo aver superato un passo sui 2000 metri. Superato il paese, la carreggiata, fino a quel momento perfettamente asfaltata, diventa infinitamente piu’ stretta e decisamente sconnessa. La percorriamo piano, facendo attenzione ad evitare le buche. Fortunatamente questo tratto cosi’ accidentato non dura che una ventina di chilometri. Poi, ad Allepuz, ritroviamo un asfalto decente. Nei pressi di Cantaveja non vedo piu’ Elie nello specchio retrovisore. Mi fermo e aspetto un po’. Cinque minuti e lo vedo arrivare piano piano. E’ chiaro che c’e’ qualcosa che non va. Purtroppo la marmitta sinistra della sua moto si e’ tranciata di netto all’altezza di una saldatura. Saranno cose che capitano, ma ne avremmo fatto volentieri a meno. Nel paese successivo vediamo un garage con dentro un trattore. Ci fermiamo e ci facciamo! dare del fil di ferrocon il quale fissiamo il terminale in modo da non perderlo per strada. Da questo momento diventa pero’ importante evitare il piu’ possibile strade dal fondo sconnesso. Pertanto, raggiunta Morella, prendiamo la statale che conduce a Vinaros, sulla costa. E’ vero che allungheremo un po’ il tragitto, ma ci sembra piu’ prudente. Il tratto di litorale a sud di Tarragona non e’ nulla di speciale ed e’ per questo che, senza fermarci, ci dirigiamo verso Tortosa dove pernottiamo nel locale Parador.

DOMENICA 23 AGOSTO

Lasciamo Tortosa prendendo l’autostrada per Barcellona. Dopo una cinquantina di chilometri ci fermiamo in autogrill a bere un caffe’. C’e’ aria di “smobilitazione”: nell’area di servizio, invasa da carte e cartacce, c’e’ un mare di auto cariche di bagagli. Le vacanze stanno veramente volgendo al termine per molti. Arriviamo a Barcellona verso le 11. La citta’, essendo domenica mattina, e’ pressoche’ deserta. E’ la prima volta che passo da queste parti e ne rimango favorevolmente impressionato. Raggiungiamo la zona delle “ramblas”, che naturalmente, data l’ora, sono deserte. Ci fermiamo comunque in un bar dove scambiamo quattro chiacchiere con un olandese che ci dice di essere appena reduce da un viaggio fatto in Harley negli Stati Uniti. Dopo la foto di rito davanti agli storici ed estrosi edifici disegnati da Gaudi’, dato un ultimo sguardo alla parte della citta’ che aveva ospitato i giochi olimpici, riprendiamo l’autostrada in direzion! e nord. Superiamo Gerona e a Figueiras seguiamo le indicazioni per El Port de la Selva che, insieme a Cadaques, e’ una delle localita’ balneari piu’ rinomate della Costa Brava. Le aspettative non vengono disattese. Un posto veramente spettacolare. Sembra di essere in Grecia: gli stessi colori, lo stesso buon profumo di macchia mediterranea. Lasciate le moto al sicuro riusciamo anche a farci un bagno. La cena e’ base di pesce, vino bianco fresco e buon umore.

LUNEDI’ 24 AGOSTO

La litoranea che da El Port de la Selva conduce a Perpignan costeggia il mare in un continuo saliscendi, tra vigneti e paesi incastonati nel verde. Poco prima di Cerbere entriamo nuovamente in Francia. Il cielo, dopo tanti giorni di sole, oggi e’ un po’ nuvoloso. Anche la temperatura non e’ piu’ quella dell’assolata Andalusia o della Mancha. I Pirenei attirano grosse concentrazioni nubiformi che, all’altezza di Narbonne, assumono un colore minaccioso. Non mi preoccupo piu’ di tanto, anche perche’ siamo diretti verso una zona dove il cielo mi pare piu’ chiaro. Stiamo ripercorrendo a ritroso la stessa strada dell’andata, con un po’ di tristezza. Superiamo Montpellier, Arles, Aix en Provence. All’altezza di Nizza il traffico, come di consueto, aumenta. In un’area di servizio scambiamo due parole con un harleysta di Milano che sta rientrando da Formentera con il suo Sporster impolverato da paura. Vorrebbe arrivare a casa per sera. Noi invece ci fermerem! o anche quest’anno al Col d’Eze, sopra Montecarlo (vedi Transalp 2008). Ricordiamo che l’albergo ha un ottimo ristorante e quindi prenotiamo un tavolo. Poi scendiamo a Eze Village per un aperitivo. La cena, che ci attendevamo “speciale”, non e’ all’altezza delle aspettative. L’anno precedente era stato meglio. Ancora qualche chiacchiera e poi ce ne andiamo a dormire.

MARTEDI’ 25 AGOSTO

“Perche’ non facciamo un salto dal dealer di Nizza?”, mi propone Elie. Detto fatto. Da Col d’Eze a Nizza ci sono pochi chilometri che percorriamo su una bella strada panoramica. Dopo qualche richiesta di indicazioni, non lontano da Rue de Garibaldi, troviamo il concessionario. Ci impieghiamo poco a capire che fa parte di quel gruppo di “dealers”, fortunatamente una minoranza, “supponenti e sgradevoli”. Visto che e’ cosi’ non gli lasciamo nemmeno un euro e ce ne andiamo. L’autostrada e’ trafficata. Al casello di Ventimiglia la Finanza sta facendo dei controlli. Fermano una Mini con targa svizzera che e’ proprio davanti a me. Sono praticamente certo che mi tocchera’ lo stesso trattamento, con il rischio della solita contravvenzione sempre in agguato. “Eccoci di nuovo in Italia!!!”, penso con un po’ di amarezza. Invece, con un gran sorriso, il finanziere mi fa segno di procedere. Il che, naturalmente, non solo mi fa un enorme piacere, ma soprat! tutto non mi fa sentire nuovamente “braccato” come alcune volte mi accade sulle strade del nostro Paese. L’autostrada dei fiori la conosciamo bene. Superiamo il noioso tratto di Genova (dove trovi sempre il coglione che crede di essere sul circuito di Imola) e usciamo a Recco. Voglio far assaggiare ad Elie la mitica “focaccia al formaggio”. Pagato il biglietto dell’autostrada, svolto per Recco e mi fermo ad un semaforo rosso. In un attimo, da fermo quale ero, mi trovo catapultato in avanti per un paio di metri. Elie, sovrappensiero, non si accorge del semaforo e mi tampona. Fortunatamente andava piano e i danni sono limitati. Inutile dire quanto ci sia rimasto male. Cerco di consolarlo offrendogli una focaccia “rinforzata”, ma per tutto il giorno il suo umore non e’ dei migliori. Dopo pranzo, prendiamo la litoranea superando Santa Margherita, Rapallo fino a Sestri Levante. Qui facciamo un salto nella nuova sede della concessionaria locale. Altra sosta alla! concessionaria di Massa, quindi in quella di Livorno. Sulla s! uperstra da Livorno-Firenze usciamo a Fucecchio e una ventina di minuti dopo siamo nel nostro albergo a Monsumanno Terme. La sera, a tavola, con una bottiglia di Greco di Tufo davanti, ripercorriamo tutte le tappe del viaggio che purtroppo sta volgendo al termine. I chilometri, al momento, sono piu’ di 8.000.

MERCOLEDI’ 26 AGOSTO

Oggi e’ veramente l’ultimo giorno. Cerchiamo di non pensarci troppo. Mando un SMS a Walter di Speed Shop dicendogli che saremo in concessionaria verso le 11. Arriviamo puntuali. Con la disponibilita’ e la cortesia che sempre li contraddistingue, con Walter, Riccardo e Michele facciamo un bilancio dei danni dell’incidente. Compilo un po’ di moduli dell’assicurazione e poi, purtroppo, giunge il momento dei saluti. Elie ha l’aereo in serata per Roma e poi per Beirut. Io devo ancora macinarmi qualche centinaio di chilometri per tornare a Cesana, dove faro’ ancora alcuni giorni di vacanza prima di ripartire per Khartoum. Un’ultima sigaretta fumata insieme, un abbraccio con la promessa di rivederci presto e poi, inforcato “Low Bob” parto in direzione Bologna/Piacenza. Rifare da solo e in senso inverso la strada percorsa ieri in compagnia sarebbe veramente troppo triste.

Nome utente registrato : ROBIFLINSTONE

Costo totale del viaggio : CALCOLARE UNA MEDIA DI 100 EURO AL GIORNO

 

 

Sabato, 18 Settembre 2010 00:00

TRANSALP 2008

Written by

identificativo viaggio ROBIFLINSTONES06
Data inizio del viaggio 08/08/2008
Data fine del viaggio 22/08/08
Tempo in giorni  DA 7 A 15 GIORNI
km totali il giusto
   
Titolo del viaggio TRANSALP 2008
Continente EUROPA
Nazione ITALIA AUSTRIA GERMANIA SVIZZERA FRANCIA
Marca moto utilizzata Harley Davidson (VRSCA E FAT BOY )
Siti informativi specifici utilizzati FANTASIA
Guide utilizzate NESSUNA
Mappe utilizzate CARTA MICHELIN
GPS utilizzato GPS... COS E?
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO ABBASTANZA PESANTE
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE UNA NORMALE SACCA DA VIAGGIO
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO CHIAVI E LE DITA INCROCIATE
PREPARAZIONE DELLA MOTO LE SOLITE COSE DI BUON SENSO
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO NO
COSTI DI NOLEGGIO MOTO MOTO DI PROPRIETA'
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO UNA VECCHIA IXUS
Itinerario VEDERE RESOCONTO PIU SOTTO
Nome utente registrato ROBIFLINSTONES06
Costo totale del viaggio 100 EURO AL GIORNO

VEN 8 AGO

Gli anni passano, ma fortunatamente le buone tradizioni rimangono. Anche quest’anno l’appuntamento per il viaggio dell’anno con Elie, il mio amico libanese che oggi arrivera’ da Beirut, e’ a Firenze dagli amici di Speed Shop che, con la consueta attenzione e disponibilita’, hanno “tagliandato” Argentina, la mia VRSCA del 2003 e Dharma Bums, un Fat Boy 1340 del ’96 che presto si appresta a trasformarsi in un bel “bobberino”. Come ormai di consueto mi macino le prime centinaia di chilometri per arrivare in via Pratese. Di qui comincera’ il viaggio “ufficiale” che ho deciso di ricordare come “Transalp 2008”. L’intenzione, infatti e’ di attraversare le Alpi da est a ovest, con qualche variante che dovrebbe portarci fino in Provenza. Occhio e croce ho calcolato 5000 km., chilometro piu’ chilometro meno. Le moto sono pronte. Sono le 3 del pomeriggio, le previsioni danno possibilita’ di pioggia sull’Appennino e sulla pianura Padana che dovremo attraversare. Poco male. Spesso non ci azzeccano, penso e, in parte, anche oggi tale mia supposizione verra’ confermata. Decidiamo di cominciare con un approccio “soft”, quindi imbocchiamo la Firenze-Bologna. Il traffico e’ regolare, come lo e’ la nostra andatura. Vediamo sfrecciare numerose sport bikes, ma noi ci godiamo i nostri 90 chilometri orari. Mi piace questa velocita’. Ti consente di concentrarti sul paesaggio che hai intorno, dimenticandoti della guida. E poi si riesce a sentire bene il rumore degli scarichi, senz! a che sia quello dell’aria in faccia che prevalga. Il cielo rimane grigetto, ma non ci sono segnali che indichino acqua in arrivo. Roncobilaccio, Sasso Marconi, poi ci fermiamo alla prima area di servizio nei pressi di Bologna. Sono molto affezionato ad Argentina. Ho condiviso con lei, oltre a tanti chilometri anche belle avventure (vedi anche La rotta di Ponente), tra cui qualche giro in piena guerra del Libano nell’estate 2006. E’ un po’ come una bella donna capricciosa, di cui sei fiero, ma che, in fondo in fondo non ti lascia mai completamente “tranquillo”. Infatti, per non smentirsi, al momento di riavviare il motore mi accorgo che il contagiri non funziona piu’. Le belle donne devono essere trattate con un certo distacco, se non vuoi avere piu’ problemi del dovuto. Pertanto, pur rodendo dentro, mantengo un atteggiamento tranquillo, quasi distaccato. Mica le voglio dare la soddisfazione di vedermi “panicare”. Naturalmente mi ero scordato di chiedere! a Michele qualche fusibile di scorta, quindi, alla modica cif! ra di 6 euro a confezione (!) compro due scatolette di fusibili (non si sa mai). Sostituisco quello bruciato, origine del problema e faccio un segno della croce mentale, sperando che si tratti solo di un piccola reazione di “gelosia” da parte della mia bella. Una volta, infatti, era la mia “preferita”, poi, piano piano si sono affiancati altri “amori” (e poi c’e’ chi sostiene che gli uomini sono affidabili!!!). Nei successivi chilometri, verso Modena, cerco di farmi perdonare e, di tanto in tanto, con il dito indice, le do qualche carezza sul manubrio dicendole piano: “su, dai, fai la brava!!!”. Eh sì!! Che vi devo dire? Io alle mie moto ci parlo. E il fatto e’ che manco mi vergogno di dirlo. L’autostrada fino a Verona e’ di una noia mortale, ma non per questo la velocita’ aumenta. Un altro pieno prima dell’uscita del Lago di Garda e poi, finalmente, le amate statali che non abbandoneremo (quasi piu’) per tutto il resto del viaggio. Attraversiamo Gar! da, percorriamo la strada che va verso la punta S.Vigilio, ai cui lati vi sono case bellissime immerse nel verde dei loro giardini e, quindi, entriamo in Torri del Benaco. Prima di raggiungere l’albergo che avevo prenotato (ad Agosto meglio non prendere rischi) una sigarettina sul bordo del Lago. Che dire? Bello, bello, bello. Piazzate le nostre cose in camera (e messe le moto in un parcheggio sicuro) scendiamo per la cena. Ed ecco arrivare, prima un vento fortissimo da nord e poi l’annunciata pioggia. Ma noi ci stiamo gia’ scolando la seconda bottiglia di Prosecco.

SAB 9 AGO

Non piove. E questa e’ gia’ una buona cosa. Colazione sulla bella terrazza dell’albergo (La Gardesana...che consiglio), bagagli sulle moto...e via. Torniamo sui nostri passi perche’ l’idea e’ di costeggiare il lago dal lato di Gardone Riviera, fino a Riva del Garda. C’e’ un traffico bestiale. Una lunga fila di macchine incolonnate che superiamo piano piano. Tralasciamo di visitare Sirmione (caro Catullo sara’ per la prossima volta), proseguiamo per Salo’. E’ qusta, a mio avviso, la parte meno bella del lago. Un po’ troppi “camping” e “zone commerciali”. Da Gardone la zona riprende il suo fascino. Forse sara’ anche perche’, qui, il traffico diminuisce considerevolmente. Una sosta in un bel bar con vista sul lago corredata dall’immancabile “siga” e....prosecco. Alla faccia delle nuove disposizioni!!!! Wind surf, vele, traghetti colorano le acque del lago e ti fanno sentire che e’ veramente periodo di vacanze. Di moto ce ne sono in giro veramente tante. Di Harley qualcuna. Chi le guida immancabilmente saluta, gli altri, per lo piu’ “smanettano” (quelli con le moto “cattive”) o rimangono “imbalsamati nei loro completini “tecnici” (i restanti). Noi si gira in jeans e maglietta. Ci sentiamo meglio cosi’. Se poi diamo un’occhiata a come sono sistemati i bagagli, ancora ancora io ho un’apparenza decente. La moto di Elie, invece e’ tutto uno svolazzare di sacchi neri dell’immondizia che proteggono le sacche da eventuali scrosci annunciati per il pomeriggio (e che poi non arriveranno). Da Riva del Garda a Trento e poi a Bolzano continuiamo sulla statale, dove ci sono molte pattuglie di vigili e polizia stradale in agguato. Poco ci importa: i limiti li rispettiamo a puntino. Strada a tratti bella. Dopo Bolzano, pressoche’ deserta, su verso Siusi e Cas! telrotto. Qui ci si comincia veramente a divertire. Curve su curve e, poi, i primi paesi del Trentino, con le loro case ben curate e i balconi e le finestre piene di fiori. Il tempo tiene, anzi, e’ uscito anche il sole. Da Castelrotto raggiungiamo Ortisei, quindi Selva e su fino al Passo Sella. Superiamo con attenzione un po’ di autobus e camper che rallentano il traffico. Guardo, senza nostalgia, un po’ di “puntini colari” spalmati sulle pareti che sono li’ intorno. Durante un paio di soste ripercorro con lo sguardo un po’ di “vie” di montagna fatte in passato da quelle parti. Inutile tentare di “vantarsene” con Elie. Nel suo cuore l’interesse vero e’ solo per i bicilindrici. Scendiamo un poco e su di nuovo verso il Pordoi. L’aria e’ decisamente fresca e, giunti al passo, ci prendiamo una cioccolata calda. Ci voleva!! Atre curve e tornanti fino ad Arabba, poi il Passo Falzarego, Cortina, il Passo Tre Croci, Misurina. Arriviamo al punto di pedaggio per sa! lire al Rifugio Auronzo, dove dormiremo, verso le 19.30. Adesso fa decisamente “freddo”. Se vogliamo evitare di pagare il pedaggio (sui 10 euro a testa, se non sbaglio) dobbiamo aspettare le 20. Passiamo questa mezz’ora a rincorrere la luce dl sole che, gradualmente, lascia spazio all’ombra (e al freddo) della sera. Il risultato di questa mezz’ora di attesa sara’ un bel raffreddore accompagnato da qualche linea di febbre, durati un paio di giorni, per Elie. Ma lui e’ uno di quelli che non si lamentano mai ed e’ anche per questo che andiamo d’accordo. La sera del buon vino rosso (che ha stimolato le russate notturne di entrambi) e un pasto abbondante. Tutto a un prezzo abbordabilissimo. Nulla se si pensa allo spettacolo di vette e di valli di cui si puo’ godere dalle ampie finestre del rifugio.

DOM 10 AGO


E’ un’altra bella giornata di sole. La vita nel rifugio e’ cominciata presto. Alcuni arrampicatori sono gia’ partiti, carichi del loro materiale attaccato all’imbragatura e con le corde a tracolla. Noi ci godiamo con calma la colazione, aspettando che il sole scaldi un poco di piu’ l’aria fresca del mattino. Ci muoviamo comunque verso le 9, scendendo verso Misurina. Di qui svoltiamo in direzione di Dobbiaco, dove svoltiamo nuovamente verso la frontiera con l’Austria. Superiamo San Candido. La strada corre in piano lungo l’ampia valle. L’erba dei prati e’ stata tagliata da poco. Ci stupisce quante tonalita’ diverse puo’ avere il verde che ci circonda. Spiego ad Elie, che e’ affascinato dai luoghi, la tradizione dei Masi che, numerosi, sono sparpagliati, qua e la’ sulle pendici, dolci, dei monti circostanti. La frontiera e’ segnalata da un cartello, nessuna presenza di polizia. I vantaggi dell’Unione Europea. In Austria il paesaggio non cambia: lo stesso verde, la stessa cura dei luoghi. Una cinquantina di chilometri fatti di lunghi rettilinei ci portano a Lienz, dove facciamo benzina. Lo stesso benzinaio parla un ottimo italiano. Ci dirigiamo verso Iselberg, superiamo un colle non troppo elevato e riscendiamo su Winklern. Qui una birretta e’ d’obbligo. E’ l’ora della Messa e gli abitanti del villaggio, tutti, donne e uomini, rigorosamente vestiti con gli abiti tradizionali del posto si incamminano verso la Chiesa. C’e’ anche la banda. Seduti sulla veranda della “stube”, vediamo sfrecciare decine di moto in direzione della bella strada che conduce al Glosglockner. Dopo un po’ ci incamminiamo anche noi, dopo esserci infilato il giubbotto pesante. Pagato il pedaggio per accedere all’area protetta, arriviamo sul piazzale che e’ posto a circa 2500 metri davanti all’omonimo ghiacciaio. Il parcheggio riservato alle moto e’ pieno zeppo. Anche alcune Harley, di cui qualcuna customizzata. Per lo piu’ austriaci e tedeschi, ma anche le targhe italiane non sono poche. Prendiamo qualche fotografia e poi proseguiamo per la panoramica strada che, tra Sali e scendi, ci porta a Bruck. Fantastico. Di qui imbocchiamo la Statale 311 che, dopo circa 40 km. ci porta ad un’altro bivio. Entriamo in Germania. La Baviera e’ la regione che continuo a preferire di quel paese che, nel complesso, trovo un po’ triste. Raggiungiamo Bad Reichenhall, dove, con un percorso ad anello, arriviamo fino a Ramsau. Questa era la zona dove Hitler veniva a trascorrere le sue vacanze montane (il famoso “Nido dell’aquila”). In verita’ non ci interessa per nulla vederlo. Ci fermiamo in un grazioso alberghetto lungo la strada, dove riusciamo anche a mettere le moto nel garage del proprietario. La sera ci distruggiamo con la tipica cucina tedesca. Un piattino leggero leggero che riusciremo a digerire definitivamente un paio di giorni dopo. In compenso la Leffe andava giu’ che era un piacere.

LUN 11 AGO


Sveglia sempre mattutina. Soliti preparativi. I gesti nel fissare i bagagli sono diventati automatici. Mi piace questo momento, tanto quanto mi mette un po’ a disagio la goffaggine dei primi giorni nel fare la stessa operazione. Significa che siamo entrati, anche sotto questo punto di vista, nello spirito del “viaggio” che e’ fatto di tanti piccoli dettagli, tra cui anche questo. E’ la graduale immedesimazione in tutti i piccoli gesti che compongono non l’andare in moto, ma, in un certo senso, diventare a far parte della moto stessa, della strada, di cio’ che ti circonda. E’ questo, per me, cio’ che piu’ mi attira nei nostri raids. Imbocchiamo la “Deutsche alpen strasse”, che corre a cavallo tra Germania e Austria. I nostri telefonini impazziscono. Ogni cinque minuti un “benvenuto” del provider: una volta quello tedesco, poi quello austriaco e viceversa. Ci fermiamo a Reit im Wikl in una farmacia. Elie continua ad avere un po’ di febbre e si rimpinza ben bene di medicine. Per il resto continua a non fare una piega. A Kossen, un bel paesino in perfetto stile bavarese inutile cercare di convincerlo che mezzo litro di birra, con tutto quel popo’ di medicine che a preso, forse non e’ proprio l’ideale. Naturalmente gli tengo compagnia. Verso mezzogiorno raggiungiamo Oberaudorf, dove svoltiamo verso Degerndorf. In questo breve tratto la strada diventa piu’ banale. Da quest’ultima localita’, invece, parte una strada privata (occorre pagare un paio di euro di pedaggio) che ti porta fino a Schliersee e poi, in qualche altro chilometro al lago su cui si affaccia Tegernsee. Un tratto di vera! goduria. Curve larghe e brevi rettilinei, prima in leggera salita e poi una discesa piu’ ripida. Il fatto che lungo la strada vi siano molti pannelli pubblicitari con sopra raffigurata una moto per terra e un casco sull’asfalto ci fanno capire che deve essere una strada ben conosciuta dai motociclisti che sono pertanto “invitati” a non farsi prendere troppo la mano. Il che non e’ facile su un tracciato del genere. Cerchiamo di moderarci. Superato lo Achenpass svoltiamo per Vorderiss. Qui, innavertitamente prendiamo una strada che, invece di portarci a Garmisch-Partenkirchen, si infila in una valle senza uscita. Ce ne accorgiamo solo nel momento in cui la strada finisce. Siamo a Eng. Naturalmente ci accorgiamo dell’errore, ma ne valeva comunque la pena. Per due motivi: il primo perche’ la valle e’ bellissima, il secondo perche ad Eng ci siamo “consolati” con un piattone di speck, formaggio e Leffe di rito. Eravamo tanto presi dalle nostre delizie gastronomiche che non ci siamo accorti che, nel frattempo, in cielo si erano formati dei nuvoloni neri che, dopo poco, si sono trasformati in pioggia battente. Messe le cerate, raggiungiamo finalmente Garmisch e quindi Oberammergau dove arriviamo che continuava ancora a piovere. Riparate le moto sotto uno dei balconi dell’albergo, fatta una doccia calda, ci ritroviamo ancora con le gambe sotto ad un tavolo. Quando ordiniamo al cameriere due minestrine e basta, questi ci guarda piuttosto male. Per farci in parte perdonare gli diamo soddisfazione chiedendogli di portarci un primo litrozzo di birra. Il prosieguo ve lo lascio immaginare.

MAR 12 AGO


Che sia proprio una bella giornata non si puo’ dire. Nuvoloso e freddo. Partiamo, quindi, ben imbacuccati. Oggi non ci sentiamo proprio “intrepidi riders”, piuttosto si fanno sentire ancora un po’ i bagordi gastro-enologici dei giorni precedenti. Almeno, e’ a loro che ne diamo la responsabilita’, rifiutandoci di attribuire il nostro stato poco “virile” ad aspetti anagrafici. Ci ritroviamo comunque a percorrere la piccola strada che porta a Linderhof, uno dei tre castelli che Ludovico II di Baviera (piu’ noto come il “Ludwig” dell’omonimo film di Visconti). Lo by-passiamo. Lo avevo gia’ visitato diversi anni fa e in piu’ non ci va di “perdere tempo”. E poi, non stiamo mica facendo uno di quei giri culturali in autobus come quel gruppo di vecchietti “cinquantenni” (!!!) che sono davanti alla biglietteria!!!! Che diamine! Andiamo invece a vedere, sempre dall’esterno, il castello di Hohenschwangau (di fronte a Neuschwanstein). Anche questo fatto costruire da quel fuori di testa di Ludwig (per la cronaca, e’ il castello a cui si e’ ispirato Walt Dysney e che si trova riprodotto nelle varie Dysneyland e Dysneyworld). Cio’ ci richiede una deviazione di qualche chilometro da Reutte verso nord. Ripresa la strada originaria ridiscendiamo, dopo aver superato il Ferpass, fino a prendere l’autostrada direzione Innsbruck. Comincia di qui, infatti, l’inizio della consueta “peregrenazione” presso i diversi “dealers” Harley che incontriamo sulla nostra strada (o quasi). E’ in questo momento che mi accorgo di aver lasciato i miei preziosi anelli HD nella mia stanza ad Oberammergau. Non e’ tanto per il valore in se’, ma e’ che ognuno di essi e’ legato ad un ricordo dei miei soggiorni (Libano) o viaggi (Turchia, Grecia...) passati. Perdo una bella oretta per organizzare la ricerca e la successiva spedizione a casa da parte di quelli dell’albergo che, fortunatamente, si sono dimostrati molto onesti e gentili. Per tirarmi su il morale ne compro un’altro in concessionaria. Sara’ anche questo legato ad un ricordo: di quanto, anche in questa occasione, sono riuscito ad essere distratto. I prezzi di moto e accessori vari, in Austria, sono esorbitanti. Bah!!! Il giretto dal dealer ci e’ costato 150 km. in piu’ rispetto a quelli originariamente in programma. Quindi, cambio itinerario. Invece di passare dal Passo dello Stelvio e raggiungere l’Engadina da Livigno, accorceremo prendendo la Statale 27 che dall’Austria conduce direttamente in Svizzera. Scelta che si rivela oculata (nel senso, “un bel culo”) in quanto un paio d’ore piu’ tardi ricomincia a piovere forte. Lo Stelvio con quelle condizioni atmosferiche meglio esserselo risparmiato. Sotto l’acqua percorriamo i circa 120 km. che separano Landeck da Samedan (localita’ poco prima di St. Moritz) che raggiungiamo per cena. Qui altamente consigliabile l’albergo “Croce Bianca” (o WiessKreutz): oltre ad essere una vecchia casa del ‘500 restaurata, i proprietari sono molto gentili e simpatici. E, poi, finalmente, qualcuno che parla nuovamente italiano.

MER 13 AGO


Pioviggina. Una di quelle giornate classiche di brutto tempo, ad agosto, in montagna, quando le nuvole sono basse basse e si mescolano ad una nebbia leggera che rende l’atmosfera triste ed uggiosa. Naturalmente, noi, non si puo’ che partire. Attraversiamo St. Moritz che, in quanto a cittadina, per quanto bene se ne dica, non sono mai riuscito a trovarla bella. Prendiamo la strada per Chur (Coira). Saliamo al Juliepass e, con grande e piacevole sorpresa, ci accorgiamo che dall’altra parte della vallata c’e’ il sole. Un pallido sole, ma sempre di sole si tratta. Attraversiamo Bivio, Marmorera, Moulegns e tutti gli altri villaggi fino alla periferia di Chur dove svoltiamo in direzione Disentis/Muster. Per strada ci fermiamo a fare qualche foto, per un caffe’, per far riposare le chiappe. Superiamo l’Oberalppass lungo la strada solitamente chiusa l’inverno (in quella stagione funziona solo il trenino che con dislivelli e pendenze inusuali unisce la valle di Surselva con Andermatt. Raggiunta quest’ultima ci fermiamo a fare il pieno e a mangiarci una pizza in un ristorantino italiano. C’e’ il sole, ma come anche nei giorni precedenti l’aria continua ad essere “frizzante”. Da Andermatt per giungere al lago di Brienz vi sono tutta una serie di colli, tutti oltre i 2000 metri. Curve, tornanti, salite, discese, per ore. Anche i paesaggi continuano ad essere d’eccezione. Una parte imperdibile della Svizzera. Il Furkapass e’ forse quello piu’ impressionante, ma anche il Grimselpass non e’ da meno. Nella valle, piuttosto stretta che scende da quest’ultimo vi sono tutta una serie di dighe con altrettanti bacini piu’ o meno grandi. Il colore dell’acqua, forse anche perche’ riflette in parte quello delle nere pareti che vi sono tutto intorno, ti fa venire freddo solo a guardarlo. Perdendo gradualmente quota la valle diventa meno severa e a Meiringen ritroviamo l’estate. Tralasciamo la vicina autostrada e sempre per la Statale costeggiamo la riva destra del lago di Brienz, fermandoci per un cappuccino proprio a Brienz. Un’occhiata a qualche negozietto e poi, dato che il cielo si sta oscurando, via verso Interlaken. Qui, con un po’ di indicazioni chieste qua e la’, troviamo la strada che ci porta a Grindelwald, il paesino diventato famoso in quanto si trova ai piedi di una delle pareti nord piu’ impressionanti di tutto l’arco alpino: quella dell’Eiger. Che il posto sia meta “classica” dei tour turistici ce ne accorgiamo subito: giapponesi a frotte,! lingue di tutti i tipi, oltre, ben inteso, gli immancabili negozietti di souvenir. Il nostro albergo, fortunatamente, e’ un po’ fuori paese. Anche se le sue finestre guardano proprio verso la succitata parete, non vediamo un bel nulla. Una fittissima nebbia la circonda completamente. La sera, messe le moto in un luogo sicuro, facciamo due passi per le vie del paese. Ci fermiamo in un localino con alcuni tavolini all’aperto dove un gruppo suona (e anche piuttosto bene) alcuni classici brani rock. Poco consoni all’ambiente circostante, in verita’, ma da noi ben piu’ apprezzati degli acuti gutturali “montanari” che un’altro gruppetto folk locale emetteva poco piu’ in la’. Restiamo li’ seduti a bere e chiacchierare fino alla fine dello spettacolo. Chissa’, mi chiedo, se domani mattina riusciro’ finalmente a vedere dal vivo la “Eigerwand” di cui conosco, praticamente a memoria, tutta la sua impressionante storia alpinistica?

GIO 14 AGO


La risposta alla mia domanda della sera prima e’ “no”. Anche stamattina, infatti, la nebbia predomina su tutto, a partire dai 2000 metri in su. Solo in una brevissima schiarita riusciamo ad intravedere il ghiacciaio della Jungfrau, raggiunto da un trenino che, portandoti a oltre 3000 metri, attraversa, in galleria, proprio una parte dell’Eiger. E’ andata cosi’!! Pazienza. Ridiscendiamo ad Interlaken e, dato che l’intenzione e’ di andare a dare un’occhiata al “dealer” Harley di Berna senza perdere molto tempo per strada, ci immettiamo in autostrada. Non abbiamo l’indispensabile “vignette”, ma pensiamo che le probabilita’ di essere fermati per un controllo, essendo i chilometri da percorrere solo un’ottantina, sarebbe veramente sfiga. Ci dice bene. Il concessionario HD di Berna vende anche Ducati, MV Augusta e Triumph, pertanto ci passiamo un bel paio d’ore. Ci soffermiamo piu’ a guardare le Ducati che il resto. Rimango un bel po’ davanti alla nuova Monster S4. Bellllissssssima!!!!! Ricuperata la pin dell’Old Bern Chapter, si riparte. Attraversiamo Berna la cui unica attrattiva e’ il centro storico (che vediamo peraltro di sfuggita) e prendiamo la Statale verso Friburgo. E’ l’ora di pranzo e gli svizzeri, pensiamo, devono essere tutti a tavola. Tra Berna e Friburgo, infatti, non incontriamo quasi nessuno per strada. La situazione mi ricorda uno di quei film “apocalittici” dove, a seguito di chissa’ quale catastrofe, il mondo sembra essere diventato deserto. Friburgo non mi ha colpito particolarmente. Vivere qui, ho pensato, deve essere particolarmente noioso. Troviamo anche il “dealer” HD che cercavamo. Solo che e’ chiuso per ferie. Tramezzino e birretta e via per Losanna. Anche qui facciamo qualche chilometro d’autostrada da “clandestini”. Non entriamo a Losanna ed usciamo a Morges (altra concessionaria). Per Elie la visita dei vari dealers e’ uno dei grandi divertimenti del viaggio. E’ aperta e sono gentilissimi. Fa piacere vedere che c’e’ qualcuno che non considera solo l’avventore sotto il mero profilo del potenziale cliente e che ha la cortesia, invece, di perdere con te cinque minuti magari, come e’ avvenuto a Morges, per farti vedere un paio di custom su cui stanno lavorando in officina. Bravi!!! E’ anche in questo modo che si tiene una clientela “affezionata” al marchio. Dal concessionario di Morges ci spostiamo a quello di Ginevra, ben piu’ piccolino e molto meno fornito. In pochi chilometri siamo alla frontiera con la Francia. Il tratto fino ad Annency e’ tutto un lavori in corso e ci mangiamo un bel po’ di polvere. Poi, ad Annency svoltiamo per Talloires, sul lat! o sinistro del lago. Qui ci fermiamo. Una volta entrati in albergo, comincia a piovere.

VEN 15 AGO

Diluvia. Proprio oggi che avevo in mente di fare il Col del Iseran (2800 m) e quello del Moncenisio per arrivare a Cesana, dove ho casa e da dove sono partito una settimana fa. Con un tempo simile non se ne parla. Inutile quindi affrettarsi. Colazione con tutta calma, seguita da un paio di sigarette. Partiamo ben “imbaccuccati” nelle nostre cerate. Occhialoni e via. Continua a diluviare e la visibilita’ e’ veramente poca. Come pochissime sono le moto in circolazione. Ad Albertville siamo costretti a fermarci perche’ con i nostri occhialoni, che continuano ad appannarsi in continuazione, non vediamo piu’ niente. Ci beviamo un caffe’ seduti al riparo, sotto una veranda di un bar. Poi, visto che tanto la pioggia non ha l’aria di voler diminuire, riprendiamo la strada. Meglio buttarsi in autostrada, penso. Almeno, anche se, sempre a causa dei nostri occhialoni appannati, la visibilita’ non e’ perfetta, la guida sara’ piu’ facile e sicura. Procediamo come lumache, ma meglio cosi’. Prima di Chambery svoltiamo per Modane e il Traforo del Frejus, seguendo la segnaletica autostradale che indica Torino. Cominciano le gallerie. Qualche breve tregua dall’acqua mi vien da pensare appena vedo da lontano l’imbocco della prima. Mi ci infilo e, tutto ad un tratto, piu’ niente. Non vedo piu’assolutamente niente. La differenza di temperatura tra quella esterna e all’interno del tunnel ha fatto appannare di colpo le lenti degli occhialoni. Li tolgo in fretta. E qui mi si appannano, con la stessa rapidita’, anche gli occhiali da vista. Tolgo anche quelli. Insomma, la faccio breve, esco dalla galleria e tra la pioggia e il fatto di non avere gli occhiali da vista procedo, come si suol dire, “a naso”. Fortunatamente e’ risolutiva una provvidenziale piazzola poco distante. Quando mi fermo e arriva Elie lo vedo, anche lui, nella stessa situazione: occhialoni che pendono dal casco, occhiali da vista in mano, sm! orfia in faccia della serie “non ci vedo un c....”. In quel preciso istante passano due “bmwisti”, dal “look” impeccabile, che procedono tranquilli sotto il diluvio come se nulla fosse. “Non e’ che siamo un po’ coglioni ad ostinarci a non voler mettere il casco integrale?”, dico ad Elie che mi risponde con uno sguardo che la dice lunga a proposito. All’area di servizio successiva ci fermiamo. I due “bmwisti” sono un lui e una lei siciliani, molto simpatici. Ci dicono che sono di ritorno dalla Normandia che hanno raggiunto dopo un lungo giro attraverso l’Europa. Sono in viaggio da un mese e nel pomeriggio devono essere a Torino dove metteranno la moto sul treno per far poi ritorno a casa risparmiandosi gli ultimi 1000 chilometri di guida. Anche loro, nonostante quanto ci era apparso nel momento nel quale ci avevano superato, sono belli zuppi e infreddoliti. Il che, in parte, ci consola un po’... A Modane smette di piovere. Pagati i circa 50 euro di pedaggio per le due moto, percorriamo i circa 13 km. del Tunnel del Frejus sbucando in Italia, a Bardonecchia. Anche qui ha smesso di piovere da poco. Qualche chilometro sulle strade che ben conosco ed eccoci accolti a casa con un bel pranzetto. E’ giusto la mezza!!!!

SAB 16 AGO


Dopo la giornataccia di ieri e’ tornato a splendere il sole. E allora che ci restiamo a fare a casa? Ci sono alcuni bei Colli che non possiamo tralasciare in questo nostro “tour” alpino: Il Moncenisio, il Galibier e il vicino Lautaret. Da Cesana, per la statale, scendiamo a Susa. Di qui, per la strada che passa attraverso Giaglione, ci dirigiamo verso il Colle del Moncenisio, dove dicono sia transitato Annibale con i suoi elefanti...qualche anno fa. Sul Colle fa decisamente freddo e il caffe’ bollente che ordiniamo e’ un ottima scelta. Un paio di foto all’omonimo lago artificiale e giu’ fino a Lanslebourg. Perdendo quota la temperatura aumenta, ma nemmeno poi troppo. Le cime delle montagne sono bianche della neve caduta ieri. Ripassiamo per Modane fino a St. Michel de Maurienne. Qui svoltiamo per il Col du Telegraphe che raggiungiamo lungo una strada tutta tornanti. Altra sosta. Questa volta non ci accontentiamo del solo caffe’. A Valloire facciamo il pieno e quindi su per la strada che porta al Galibier (2500 m.). Moto tante e altrettanti ciclisti che ripercorrono una delle tappe di montagna piu’ famose del Tour dr France. Dal Galibier una bellissima veduta sul Pic de la Meje, Pelvoux e Barre des Ecrins. Uno spettacolo. Scendiamo verso il Col du Lautaret e quindi a Briancon, dove facciamo un giro nella citta’ vecchia. Da Briancon a Cesana un’altro colle, quello del Monginevro, l’ultimo della giornata.

DOM 17 AGO


Il tempo e’ nuovamente brutto. Non piove, ma le nuvole nere sopra lo Chaberton (3100 m), la montagna che domina Cesana e sulla quale era stato costruito, all’inizio del ‘900, un forte con 12 torrette che montavano cannoni (da marina!!!) rivolti contro la Francia, non sembrano annunciare nulla di buono. Decidiamo, quindi, per oggi, di “lasciar riposare le moto”. Non per questo non ci facciamo un giro in macchina: Briancon, Col dell’Izoard, Chateau Queyras fino a Saint Veran, un paese molto pittoresco da dove sale la strada che, attraverso il Colle dell’Agnello (fatta in moto in un’altra occasione), conduce nel cuneese. Dopo Saint Veran, Guillestre, con le sue belle “gorges” e quindi Briancon, dove avevamo prenotato un tavolo nelle “gargouille” (la strada principale della citta’ vecchia) per mangiare la “raclette”, un piatto di formaggio fuso che si accompagna ad affettati e patate. Insomma, anche se non in moto, un’altro bel giretto che consiglio a tutti di fare in sella alle proprie due ruote.

LUN 18 AGO


Oggi e’ il giorno in cui lasciamo gli “ozii” di casa per rimetterci in strada. Ci sono ancora diverse centinaia di chilometri da macinare nei giorni a venire. Ripercorrendo la strada che ormai anche Elie conosce bene fino a Briancon, proseguiamo poi in direzione Gap. Una sosta a vedere la fortezza di Mont Dauphin e, poi, il lago di Savine. Prendiamo la strada piccola che costeggia il lago artificiale e ci fermiamo per un caffe’ alle “Dames coiffees”, delle conformazioni rocciose particolari. Avvicinandoci al “Midi”, sentiamo che la temperatura dell’aria e’ gia’ meno fredda di quella alla quale ci siamo abituati negli ultimi giorni. Il che, non nascondo, ci fa molto piacere. Prendiamo la D900 che dal Lac de Savine, attraverso il Col du Labouret (1240 m.) ci porta a Digne les Bains, che scopriamo essere gemellata con Douma, un villaggio del Monte Libano, molto bello. Dai qui parte la National 85, anche chiamata la “Route de Napoleon”, in omaggio a Napoleone III che ne aveva commissionato la costruzione. E’ una di quelle strade che o! gni motociclista dovrebbe percorrere, almeno una volta. Un tracciato perfetto che in moto si gusta al massimo. Sosta a Castellane e poi di nuovo in sella verso la Costa azzurra. La strada ci porta a Grasse, cittadina nota per le sue essenze e i suoi profumi. Troviamo con facilita’ le indicazioni per Vence, dove contiamo di fermarci per la notte. L’albergo che troviamo e’ una villa di inizio secolo restaurata con una vista a 360 gradi tutt’intorno. Il che diventa ancora piu’ suggestivo la notte, per tutte le luci che fanno sembrare il paesaggio un presepe. Ceniamo in un ristorantino nella parte vecchia del paese, abbandonandoci al vino locale che va giu’ fresco e senza particolare sforzo.

MAR 19 AGO


Sole e caldo. E ci va benissimo cosi’. Da Vence allunghiamo vicino alla limitrofa Paul de Vence, dove vi ha soggiornato a lungo, tra i tanti artisti, anche Picasso. Non la visitiamo perche’ c’e’ troppo gente e, poi, non ci va di lasciare le moto incustodite con i bagagli sopra. Per una strada diversa dal giorno precedente ritorniamo a Grasse. Evitiamo di essere fermati (grazie ad una tempestiva segnalazione di un altro motociclista) ad un controllo della Gendarmeria che si era appostata alla fine del classico rettilineo con velocita’ massima consentita 50 all’ora. Da Grasse, per la D562, superiamo un po’ di paesini fino a Fayence, famosa per le sue ceramiche. Prima di arrivare al paese restiamo per molti chilometri in coda alle tante auto che percorrono la strada piena di curve. Nell’aria c’e’ uno strano odore. Essendo in zona di essenze e profumi, prima mi sembra lavanda, poi miele, poi rosmarino. Alla fine scopro che la coda e’ provocata dal camion de! lla raccolta rifiuti. Altro che essenze!!! A Fayance birretta di rito. Poi verso Callas e di qui, attraversando una zona molto selvaggia (scopriamo, poi, essere un’area militare) fino al bivio che conduce alle Gorges du Verdon. Prendiamo la strada che le costeggia sul lato sinistro. Le Gorges sono spettacolari, come altrettanto spettacolare la strada, a tratti stretta, che corre vicino forre e precipizi. Da non perdere. Ci fermiamo in un paesino che domina il Lac de St Croix e poi, ancora, in un baruccio proprio sul lago. Fa decisamente caldo e una birrozza fresca e’ apprezzatissima. Raggiungiamo Riez e, per strade secondarie Manosque. E’ la zona dei campi di lavanda. Purtroppo non e’ la stagione della fioritura (vi ero passato anni fa ad inizio luglio ed era una distesa di “viola”). Da Manosque ad Apt ci sono 40 km.. Una di quelle strade suggestive ma sulle quali fare attenzione essendo costeggiata da ambo i lati da una fila di alberi. Ci fermiamo a dormire in un paesino tra Apt e Cavaillon: Menerbes. Assolutamente da visitare se passate da queste parti. Il tempo, qui, sembra essersi fermato: uno di quei paesi del Midi che siamo soliti vedere nei film: il bistrot sulla piazzetta con le sue tovaglie provenzali, il vecchietto in bicicletta con la “casquette” blu in testa e la “baguette” sotto il braccio, il gruppetto che gioca a bocce non lontano... Anche l’albergo (“Le roi soleil”) e’ molto bello, anche se, alla fine, forse un po’ troppo pretenzioso nella forma se si considera la qualita’ del servizio.

MER 20 AGO


Non possiamo che fare colazione nel bistrot visto la sera prima. “Cafe’ et croissant, s’il vuos plait!!”. Sigaretta e via. Marsiglia la raggiungiamo per la statale. Qui vorremmo fare un salto dal “dealer”. Elie, non demorde da questo aspetto. Incrociamo un harleysta locale proprietario di un Dyna con un paio di Supertrapp aperti. Difficile non notarlo. Chiediamo informazioni su dove si trovi il concessionario HD. Gentilissimo, ci dice che ci accompagna lui. Pertanto, nel giro di dieci minuti, ci troviamo gia’ a guardare le moto esposte all’interno della “Concession”. Qualche lavoretto custom non e’ male. Anche i prezzi non sono terribili, soprattutto se paragonato a quelli che avevamo visto in Austria. Ci tratteniamo un’oretta, poi via, direzione Tolone che raggiungiamo prendendo l’autostrada. Attraversiamo la citta’, che e’ la sede principale della Marina militare francese nel Mediterraneo. Traffico. Come anche trafficata e’ la strada costier! a. Poco prima di Carqueiranne, un’altro “dealer” che pero’ troviamo chiuso in quanto ora di pranzo. Gli impiegati stanno mangiando all’ombra di un gazebo e vedendoci “stranieri” sono comunque disposti a fare uno strappo alla regola e ci danno comunque la “pin” che gli avevamo chiesto. Gentili. La litoranea che porta a St. Tropez e’ un incubo. Macchine incolonnate senza soluzione di continuita’ per chilometri. Polizia ad ogni angolo. Impieghiamo quasi due ore per fare 100 chilometri. Di entrare a St. Tropez manco ci viene in mente. Vorrebbe dire far notte. Invece, ci buttiamo verso l’interno, dove, fortunatamente, il traffico diminuisce. Ma e’ diminuita anche la nostra benzina e non ci sono distributori aperti nelle vicinanze. Attimo di preoccupazione, poi, in extremis, eccola li’ la nostra salvezza. A Frejus arriviamo verso le 18. Il “dealer” che conosco per aver visto su internet dei lavoretti custom non male, e’ aperto. Effettivamente c’e’ qualcosa di carino, ma il personale e’ molto poco affabile, quasi scortese. Affari loro. Ce ne andiamo un po’ delusi. Vorremmo evitare di arrivare in albergo troppo tardi e quindi ribecchiamo l’autostrada. Superiamo Nizza ed usciamo a Montecarlo. L’albergo e’ (“Eze Heremitage) e’ a Eze, un villaggio nell’entroterra. Altamente consigliabile, sia per il posto, che per il prezzo contenuto, che per l’ottima cucina e la simpatia del proprietario.

GIO 21 AGO


Ci svegliamo con la consapevolezza che il nostro “tour” sta avviandosi verso la sua fase finale. Cerchiamo di scacciare il pensiero e di goderci ancora i due giorni che ci restano. Un salto a Montecarlo e Monaco e’ d’obbligo, essendo Elie la prima volta che viene da queste parti. Mentre facciamo benzina ci accorgiamo che la gomma posteriore della mia v-rod e’ un po’ sgonfia. In effetti, controllando, notiamo che c’e’ un chiodino “bast.....” infilato dentro. La riportiamo a 2.5. Chissa’, pensiamo, forse fino a domani tiene. Fatte le due foto ricordo di rito, lasciamo Montecarlo che, detto tra noi, non ho mai trovato particolarmente attraente. Si respira quell’atmosfera che ti sembra far gravitare tutto intorno ai soldi. Vuoi per il Casino, per i mega yacht ormeggiati, per i negozi delle grandi firme un po’ ovunque, per le macchine extra-lusso fuori dall’Hotel de Paris. Insomma, tutto un po’ artificiale. La vita di pochi privilegiati esposta per “l’ammirazione” dei comuni mortali. Naturalmente e’ la mia opinione. Da Montecarlo a Mentone, Latte, Ventimiglia. Eccoci nuovamente in Italia. A Ventimiglia il traffico e’ paralizzato. Superiamo con attenzione la lunga colonna e ci dirigiamo per l’autostrada. Meglio, anche oggi, evitare la litoranea. E poi l’Autostrada “dei fiori” ti consente comunque di vedere dei bei paesaggi. A Varazze controlliamo nuovamente la pressione della gomma. E’ scesa un pochino, ma fino a casa ci dovremmo arrivare senza inconvenienti. Genova, Sest! ri Levante, La Spezia. Altra sosta in area di servizio. Qui mi sento chiedere: “tu sei Roberto?”. “Si”, rispondo. “Piacere, Motorman!”. Chi avesse seguito le battute avrebbe potuto facilmente pensare di trovarsi dinnanzi a due fuori di testa. Quel “piacere Motorman” e’ un po’ come se qualcuno si presentasse dicendo: “Ciao, sono Batman” o, “Salve, sono l’Uomo Ragno”. Invece, niente di tutto questo. Tutto sotto controllo. “Motorman” non e’ altro che uno dei membri di uno dei forum v-rod (www.1130cc.it) che frequento e che raggiunge altri iscritti che si sono dati appuntamento nei pressi di Livorno. Mi ha riconosciuto facilmente in quanto a girare in v-rod con un gillet con la patch “Beirut Chapter” (ricordo dei miei quasi 5 anni vissuti in Libano) non devono essere in molti, in Italia. Ci diamo appuntamento a piu’ tardi, a casa di “Mistero700”. Nel frattempo noi ci fermiamo a Pisa. Una piccola sosta per vedere la Torre, il Duomo e il Battistero. Altra per Elie, che ogni anno che passa ama sempre di piu’ l’Italia. Da Daniele, alias “Mistero700”, nei pressi di Livorno, conosco finalmente gli amici, fino a quel momento “virtuali” del forum. Tutti gentilissimi e simpatici. Purtroppo ci si puo’ fermare poco (li rivedremo comunque il giorno dopo per un giro nel senese), in quanto l’albergo che abbiamo prenotato e’ a Monteriggioni. Dopo un “arrivederci a domani”, eccoci a Cecina, Volterra, Colle Val d’Elsa e quindi, finalmente, Monteriggioni che raggiungiamo con il buio.

VEN 22 AGO


Oggi e’ veramente l’ultimo giorno. Dobbiamo lasciare il Fat Boy a Firenze, in quanto Elie, stasera, dovra’ essere a Roma partendo il suo aereo per Beirut domani mattina molto presto. Fortunatamente a me resta ancora una settimana di vacanza. Poi nuovamente il caldo e la sabbia di Khartoum. Per evitare di prenderci l’annunciata “lavata” (il cielo non presagisce nulla di buono), tralasciamo la programmata sosta a San Gimignano. Arriviamo a Firenze in fine mattinata. Qui finisce il nostro viaggio.... almeno quello “ufficiale”, anche se la giornata prevede ancora qualche bella “sorpresa".

 




Mercoledì, 25 Agosto 2010 09:07

TOSCA IN TOSCANA

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ID viaggio : travel0013
Titolo del viaggio : TOSCA IN TOSCANA
Viaggio/Experience : Viaggio
Data inizio del viaggio : 31.07.2010
Data fine del viaggio : 02.08.2010
Durata viaggio in giorni : da1a 5 giorni
Km totali : 600
Continente : Europa
Nazione : Italia
Tipologia di moto usata : scooter
Marca moto utilizzate : scooter vespa 125
Siti informativi specifici utilizzati :
Guide utilizzate :  
Mappe utilizzate :  
GPS utilizzato :  
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO :  
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE :  
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO :  
Messa a punto e preparazione della moto effettuate :  
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO :  
COSTI DI NOLEGGIO MOTO :  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO :  
Itinerario : Verona, Firenze, Siena, Verona, tutta in strada normale
Nome utente registrato : sergio
Costo totale del viaggio : circa 400 euro
Tappe del viaggio, soste obbligate e soste da evitare, km e commento :  
tappe - pasti :  
tappe - pernotto : agriturismo a Montespertoli
Acconsento al trattamento dei dati in base alla legge sulla Privacy : Si

 

 

Mercoledì, 25 Agosto 2010 09:07

ALONISSOS GRECIA

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ID viaggio : travel0012
Titolo del viaggio : alonissoS grecia
Viaggio/Experience : Viaggio
Data inizio del viaggio : 15.08.2010
Data fine del viaggio : 22.08.2010
Durata viaggio in giorni : da 7 a 15 giorni
Km totali : 240 (40 AL GIORNO)
Continente : Europa
Nazione : grecia
Tipologia di moto usata : altro
Marca moto utilizzate : scooter kymco agility 125
Siti informativi specifici utilizzati : http://www.veratour.it/_it/
Guide utilizzate : guide comprate sul posto..
Mappe utilizzate : le mappe comprate sul posto.. quelle da due euro sono un po scadenti,meglio le altre
GPS utilizzato :  
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO : nessuno abbigliamento tecnico
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE : corda elastica
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO : no
Messa a punto e preparazione della moto effettuate : no
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO : abbiamo volato con air italy, precisi e puntuali
COSTI DI NOLEGGIO MOTO : 25 euro al giorno in villaggio,  dal sig. niko. ma in paese si trovano scooter a meno..ma messi molto male
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO : fuji 10 mega pixel fine pix
Itinerario : all aorund alonissos, l isola non è grandissima ed è bello girarla in moto o scooter. è stupenda e assolutamente non affollata
Nome utente registrato : fioredavide13
Costo totale del viaggio : 1500 euro a testa (compreso volo e hotel all inclusive )
Tappe del viaggio, soste obbligate e soste da evitare, km e commento : di tutto quello che abbiamo visto rivedremmo tutto. l isola è verdissima. essendo raggiungibile con in un ora e mezzo circa in barca da skiathos è furoi dal giro del turismo di massa. potresteavere la fortuna di trovarvi in spiaggia da soli! da vedere alonissos vecchia, le spiaggie spesso sono prive di qualsiasi ristorante o bar. è bene portarsi un panino e dell acqua e frutta. i panini che si acquistano in paese davanti la farmacia sono ottimi. c è un market meno caro a votsi
tappe - pasti : le taverne ad old alonissos non sono meno care che da noi.. ci sono posti molto imbucati .. andate a fiuto ... sicuramente l isola è meno cara delle cicladi.. la birra costa poco ma i cocktail sono cari!
tappe - pernotto : noi eravamo in villaggio veratur (pulito nuovo bello.. )
Acconsento al trattamento dei dati in base alla legge sulla Privacy : Si

 

Martedì, 06 Luglio 2010 14:31

UMBRIA

Written by

 

identificativo viaggio TRAVEL0010
Data inizio del viaggio

25-04-2008

Data fine del viaggio 28-04-2008
Tempo in giorni 

4 giorni

km totali 1000
   
Titolo del viaggio VIAGGI NELLO SPIRITO
Continente EUROPA
Nazione ITALIA
Marca moto utilizzata HARLEY DAVIDSON FXDWG DYNA WIDE GLIDE 1340 EVOLUTION 1995
Siti informativi specifici utilizzati www.turistipercaso.it, www.viamichelin.it
Guide utilizzate  
Mappe utilizzate MICHELIN
GPS utilizzato NO
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO JEANS STIVALI SWAT GORE TEX, GIUBBO NYLON HD, CASCO JET
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE BORSA DA SISSY BAR E BORSE IN PELLE ANNI 50 DI RECUPERO
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO TOOL KIT, FIRST AID KIT
PREPARAZIONE DELLA MOTO NIENTE, MA HO FATTO MALE PERCHE HO PERSO LE MARMITTE
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO  
COSTI DI NOLEGGIO MOTO  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO FUJI
Itinerario

VERONA,PERUGIA TODI, ASSISI ORVIETO, GUBBIO, DA EVITARE SE POSSIBILE LA E 45 . E' MESAS VERAMENTE MALE! PER IL RESTO E' TUTTA BELLA, ASSISI VERAMENTE PIENA DI TURISTI

Nome utente registrato FIOREDAVIDE13
Costo totale del viaggio

800 euro IN DUE

 

Martedì, 06 Luglio 2010 14:31

CRETA

Written by

 

identificativo viaggio TRAVEL0010
Data inizio del viaggio

10-08-2007

Data fine del viaggio 18-08-2007
Tempo in giorni  14 giorni
km totali 2000
   
Titolo del viaggio CRETA ON THE ROAD
Continente EUROPA
Nazione grecia
Marca moto utilizzata KYMCO 200 E QUAD CINESE A NOLO
Siti informativi specifici utilizzati www.turistipercaso.it, www.viamichelin.it
Guide utilizzate Lonely planet, E' UNA GUIDA DA INGLESI PERO
Mappe utilizzate MAPPE TURISTICHE REPERITE IN LOCO
GPS utilizzato NO
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO CIABATTE E BERMUDA
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE CORDA ELASTICA PORTATA DA CASA!
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO NIENTE.. RISCHIO!!
PREPARAZIONE DELLA MOTO NIENTE
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO VOLO CHARTER
COSTI DI NOLEGGIO MOTO  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO FUJI
Itinerario

VERONA, IRAKLION, TRASFERIMENTO A MALIA, ZONA CARINA MA PIENA DI INGLESI ORRBILIE ALCOLIZZATI,

DA VEDERE AGIOS NIKOLAOS , L ISOLA DI SPINALONGA, LA PIAGGIA DI PALOKASTRO ED I PALMETI, LA VALLE DEI MULINI, LA PARTESUD, DESERTA E DESOLATA MA STUPENDA, FERMATEVI NEI PAESINI IN MONTAGNA A BERE UN BICCHIERE DEL LORO VINACCIO E MANGIARE UN PIATTINO DI OLIVE E DI SARDINE !!! IN MOTO E' STUPENDA

Nome utente registrato FIOREDAVIDE13
Costo totale del viaggio

1500 euro

 

Martedì, 06 Luglio 2010 14:31

TOSCANA SENESE

Written by
identificativo viaggio TRAVEL0009
Data inizio del viaggio 28-05-2009
Data fine del viaggio 02-05-2009
Tempo in giorni  da 6 a 10 giorni
km totali TRA 500 E 1000
   
Titolo del viaggio RUN DEI SAPORI
Continente EUROPA
Nazione ITALIA
Marca moto utilizzata Harley Davidson, ducati, bmw
Siti informativi specifici utilizzati www.viamichelin.it, WWW.FIETRI.IT
Guide utilizzate  
Mappe utilizzate MICHELIN
GPS utilizzato NO
ABBIGLIAMENTO UTILIZZATO GIACCA HD, JEANS STIVALI E GUANTI, BANDANA
BAGAGLI BORSE ETC. UTILIZZATE BORSA GRANDE SUL PORTAPACCHI
ATTREZZI, RICAMBI MOTO, DISPOSITIVI DI EMERGENZA O DI PRIMO SOCCORSO APPARATI ELETTRICI, ATTREZZI IN POLLICI , LIGE KIT, KIT FORATURE
PREPARAZIONE DELLA MOTO GOMME OLIO FRENI BATTERIA CANDELE CAMBIATI
LINEE MARITTIME UTILIZZATE/COMPAGNIE DI TRASPORTO UTILIZZATO  
COSTI DI NOLEGGIO MOTO  
MATERIALE FOTOGRAFICO USATO FUJI 12,EGAPIXEL
Itinerario VERONA, ABETONE, SIENA RAPOLANO TERME PIENZA MONTE AMIATA E VAL D'ORCIA, RISALITA LUNGO IL CHIANTI
Nome utente registrato FIOREDAVIDE13
Costo totale del viaggio

 

 

501-1000 euro (IN DUE)

 

 


 

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